APPROVATA PROPOSTA DI LEGGE CNEL SU RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE INUTILIZZATO

22 aprile 2026

Nesci: "Il Ddl segna una svolta nella lotta all’emergenza abitativa"

Recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare inutilizzato o abbandonato, per incrementare l’offerta di alloggi a canone sostenibile e promuovere processi di rigenerazione territoriale, sociale ed economica. È questo l’oggetto di una proposta di legge approvata dall’Assemblea del CNEL nella seduta odierna. L’iniziativa nasce dall’esigenza di dare una risposta alla crescente difficoltà di accesso alla casa per ampie fasce della popolazione, in particolare nuclei familiari economicamente vulnerabili, giovani, studenti, lavoratori precari. Al contempo, il Ddl è finalizzato a migliorare le condizioni abitative dei lavoratori agricoli, anche stagionali, e contrastare i fenomeni di degrado rurale e urbano. Il CNEL intende così rafforzare l’indirizzo volto a privilegiare il riuso del patrimonio immobiliare esistente rispetto alla nuova edificazione. Il modello d’intervento è improntato a criteri di sostenibilità economica, prevedendo il ricorso a strumenti di finanziamento quali i mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, l’utilizzo di risorse nazionali ed europee e il coinvolgimento di capitali privati attraverso forme di partenariato pubblico-privato. Il provvedimento disciplina anche strumenti operativi come la partecipazione degli enti pubblici e dei proprietari privati, l’istituzione di una banca dati nazionale degli immobili inutilizzati e la possibilità di costituire una società a partecipazione pubblica per il coordinamento e l’attuazione degli interventi.

Alloggi sociali a canone sostenibile e rigenerazione territoriale ed economica: dopo decenni di inerzia, il Disegno di legge del CNEL segna una svolta nella lotta all’emergenza abitativa e al degrado del patrimonio immobiliare inutilizzato. Si tratta – ha affermato il consigliere Cosimo Nesci, relatore del Ddl – di una proposta concreta, che interviene su una delle più gravi ingiustizie sociali del Paese. Mentre milioni di immobili restano vuoti e abbandonati, troppe persone continuano a vivere senza una casa, senza sicurezza, senza dignità. Famiglie, giovani, lavoratori: vite sospese, troppo spesso ignorate. Nelle campagne, migliaia di braccianti sono costretti a condizioni disumane, in baracche e insediamenti precari, dove si rischia la vita anche solo per avere un riparo, come accaduto più volte in Calabria e in Puglia. Morire per mancanza di una casa, oggi, non è solo inaccettabile: è una sconfitta dello Stato. Questa è una contraddizione che non possiamo più accettare. Il Ddl prevede strumenti concreti e immediatamente attuabili e il tutto senza costi per lo Stato. I numeri parlano chiaro: oltre 1,4 milioni di alloggi potenziali, quasi 500.000 posti di lavoro e un sistema economicamente sostenibile, capace di generare anche un saldo positivo di circa 16 miliardi di euro. Dietro questa proposta ci sono persone che chiedono una cosa semplice: una casa, una vita dignitosa, un futuro”.