PARI OPPORTUNITÀ. OSSERVAZIONI E PROPOSTE DEL CNEL SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CHE DÀ ATTUAZIONE ALLE DIRETTIVE UE

22 aprile 2026

Passaggio di rilevanza strategica per il rafforzamento del sistema nazionale di tutela contro le discriminazioni

L’Assemblea del CNEL, riunitasi oggi a Villa Lubin, ha approvato un documento di Osservazioni e Proposte sullo schema di decreto legislativo che dà attuazione alle direttive dell’Unione Europea 2024/1499 e 2024/1500 in materia di pari opportunità. L’ambito di riferimento, dunque, è il complesso percorso europeo volto, da un lato, a rafforzare il sistema di tutela contro le discriminazioni e, dall’altro, a garantire standard elevati in materia di parità di trattamento. In particolare, lo schema di decreto legislativo riguarda l’attuazione delle indicazioni europee concernenti il rafforzamento degli organismi per la parità (Equality Bodies). 

Il CNEL valuta positivamente l’impegno del Governo volto ad allineare l’ordinamento nazionale agli standard europei in questa materia, riconoscendo il valore strategico delle direttive nel consolidamento di sistemi di tutela più indipendenti, efficaci e omogenei a livello dell’Unione. Tra le proposte avanzate, il documento – illustrato all’Assemblea dalla consigliera Rossana Dettori, presidente del Comitato CNEL per le pari opportunità – sottolinea la necessità di prevedere articolazioni territoriali obbligatorie e strutturate dell’Organismo per la parità, di preservare e valorizzare il patrimonio di competenze delle Consigliere di parità, di rendere centrale ed effettivo il ruolo delle parti sociali e del terzo settore, di rafforzare le garanzie di indipendenza e potenziare i poteri operativi, oltre ad assicurare risorse umane, finanziarie e tecnologiche adeguate alle più ampie e onerose funzioni conferite al nuovo organo. In definitiva, il CNEL ritiene che lo schema di decreto rappresenti un passaggio di rilevanza strategica per il rafforzamento del sistema nazionale di tutela contro le discriminazioni, ma sottolinea che in assenza degli opportuni interventi correttivi permane il rischio che la riforma, indubbiamente necessaria, non realizzi pienamente gli obiettivi alla base dell’adozione delle direttive europee.