Geria: "Proposta finalizzata a valorizzare l’apporto strategico ed innovativo delle organizzazioni sociali attive nel welfare"
Via libera del CNEL a un disegno di legge che interviene sulla “Riserva Fondo Lire UNRRA” (Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione), per rafforzare le politiche sociali e superare l’attuale frammentazione dei finanziamenti. L’UNRRA è un’organizzazione internazionale che nasce tra il 1943 e il 1947 al fine di fornire assistenza economica e civile alle popolazioni colpite dalla guerra, rappresentando uno dei più rilevanti programmi di assistenza a carattere gratuito della storia. I suoi proventi sono destinati a sostenere programmi socioassistenziali e di riabilitazione, rivolti prevalentemente a persone in stato di bisogno e a fasce sociali vulnerabili, tra cui minori, giovani, anziani, persone con disabilità, emarginati, famiglie in condizioni di disagio, tossicodipendenti, stranieri e nomadi. La proposta di legge è volta a far confluire tali finanziamenti, disciplinati da una normativa di oltre trent’anni fa, nel Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all’articolo 20 della legge n. 328/2000, favorendo progetti condivisi tra le Amministrazioni pubbliche, le parti sociali e il terzo settore. L’iniziativa risponde alla necessità di razionalizzare l’impiego delle risorse e coniugare l’efficienza della spesa pubblica con il rispetto della memoria storica e degli impegni internazionali assunti dallo Stato italiano.
“Le transizioni in atto, specie quella demografica, così come la perdurante situazione di crisi economica e sociale – ha dichiarato il consigliere Alessandro Geria, relatore del provvedimento – stanno facendo crescere la domanda da parte delle persone e delle famiglie di interventi e servizi sociali e sociosanitari integrati, accessibili e di qualità. Servono certamente investimenti ulteriori rispetto agli attuali, ma anche iniziative per assicurare una governance finanziaria ed una organizzazione dei servizi in grado di spendere al meglio le risorse disponibili nei vari capitoli del bilancio pubblico in vista dell’effettiva garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni. Con il Disegno di legge approvato oggi dall’Assemblea, si intende offrire un ulteriore contributo, coerente con le precedenti iniziative assunte dal CNEL, per dare una infrastruttura più solida alle politiche sociali: superando la frammentazione delle linee di finanziamento nazionali, orientandole verso gli ambiti territoriali sociali; potenziando la programmazione e progettazione della rete dei servizi; qualificando le professionalità sociali ed il lavoro di cura; sostenendo la partecipazione propositiva delle parti sociali e del terzo settore alle scelte di politica sociale. Infatti, la proposta di legge prevede di integrare le risorse economiche, originate da un accordo post-bellico per finalità assistenziali e disciplinate da una normativa di oltre trent’anni fa, nel Fondo nazionale per le politiche sociali per sostenere con maggiore organicità la pianificazione e organizzazione del sistema integrato dei servizi sociali e sociosanitari. Inoltre, la proposta CNEL è finalizzata a valorizzare prioritariamente l’apporto strategico ed innovativo delle organizzazioni sociali attive nel welfare, sostenendo progetti condivisi tra Amministrazioni Pubbliche, parti sociali e terzo settore”.
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