GUIDA CNEL SU IA E PARTECIPAZIONE IN EDICOLA CON IL SOLE 24 ORE

01 maggio 2026

Come la contrattazione collettiva sta affrontando l’ingresso dell’Intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro

In occasione del 1° maggio esce in edicola con Il Sole 24 Ore la nuova Guida del CNEL dedicata a “Intelligenza artificiale e partecipazione. L’algoritmo si governa solo insieme”. Il fascicolo, curato dall’Osservatorio OPERA (Osservatorio Politiche e Relazioni industriali per l’Intelligenza Artificiale partecipativa) e aperto da un editoriale del presidente del CNEL Renato Brunetta, è la prima ricognizione sistematica di come la contrattazione collettiva italiana sta affrontando l’ingresso dell’IA nei luoghi di lavoro. La Guida analizza diciotto accordi già in vigore, nove contratti collettivi nazionali e nove intese aziendali firmati tra il 2020 e il 2025, che vanno dal chimico-farmaceutico all’elettrico, dai servizi postali alle telecomunicazioni, dall’assicurativo al cine-audiovisivo. In questi accordi l’IA non compare come minaccia da neutralizzare né come soluzione automatica: è uno strumento governato, con perimetri definiti, diritti di informazione, clausole di revisione. È questa la risposta che il sistema italiano delle relazioni industriali sta costruendo, contratto dopo contratto, alla sfida dell’IA. Accanto ai casi, il fascicolo raccoglie le posizioni delle parti sociali del Gruppo di lavoro CNEL sulle politiche industriali per l’IA, i contributi degli esperti dell’Osservatorio OPERA e cinque “lezioni operative” che sintetizzano i cardini di una governance partecipativa efficace.

 

Analizzati dall’Osservatorio OPERA diciotto accordi collettivi già in vigore

Nei diciotto contratti nazionali già in vigore analizzati dal CNEL prevale l’istituzione di organismi paritetici dedicati alla trasformazione digitale, richiami al Regolamento europeo 2024/1689 (AI Act), diritti di informazione e formazione continua. Negli accordi aziendali si regola l’applicazione concreta: perimetri d’uso, fasi pilota, gestione dei dati, clausole di opt-out motivato, divieti di impiego disciplinare. L’Osservatorio OPERA del CNEL, che ha costruito il database, individua tre direttrici su cui la contrattazione sta già convergendo: il rafforzamento delle sedi paritetiche, la regolazione dei dati e della trasparenza, l’aggiornamento dei profili professionali. Sono questi i tre assi su cui, nei prossimi anni, si potrebbe estendere la governance partecipativa dell’IA anche oltre le grandi imprese.

 

Cinque lezioni sulla governance dell’IA

Dall’analisi dei diciotto accordi esaminati dall’Osservatorio OPERA del CNEL - coordinato dalla consigliera Ivana Pais - emergono cinque lezioni che definiscono la governance partecipativa dell’Intelligenza artificiale. Primo: prevedere organismi per governare l’IA nel tempo, non pretendere di regolarla una volta per tutte. I sistemi evolvono nell’uso: servono sedi permanenti di osservazione, non clausole chiuse. Secondo: l’IA è alimentata da dati, che garantiscono la qualità dell’analisi, ma queste informazioni non devono essere usate per altri scopi, a partire da quelli valutativi. Terzo: preservare il diritto di dissentire dalla macchina, impedendo che il suggerimento algoritmico si trasformi in standard implicito da giustificare ogni volta che lo si ignora. Quarto: riconoscere il lavoro umano di addestramento dei sistemi, che è spesso invisibile ma decisivo per il loro funzionamento. Quinto: usare la partecipazione per orientare la progettazione dei dispositivi di IA, non per legittimarli a posteriori. Nel loro insieme, queste lezioni indicano che l’IA funziona davvero quando è accompagnata da regole condivise, trasparenza e coinvolgimento continuo di chi la utilizza.


 

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