SEMINARIO CNEL-GRUPPO DEI 20 SULLA SFIDA DELLA WEAPONIZATION IN EUROPA

12 maggio 2026

Brunetta: globalizzazione e multilateralismo in frantumi, siamo alla militarizzazione della politica economica

Si è tenuto oggi nella sala Meuccio Ruini il seminario “L’Europa e la sfida della weaponization tra squilibri commerciali ed energetici”, promosso dal CNEL e dal Gruppo dei 20, think tank fondato nel 2013 e composto da economisti, accademici e gran commis, focalizzato sui temi dell’economia europea e internazionale.

Ha aperto i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta.

"L’interdipendenza economica e la globalizzazione sono state per anni il paradigma della crescita, della stabilità e della cooperazione internazionale", ha affermato il presidente. "Oggi, però, questo modello sembra essersi frantumato. Stiamo entrando in una fase nuova: la weaponization, la militarizzazione della politica economica, con l’affermazione di un paese su un altro. Un tempo le specializzazioni dei diversi paesi portavano vantaggi comparati, alimentando benessere diffuso e cooperazione. Oggi rischiano di trasformarsi in vantaggi individualizzati e competitivi, utilizzati come strumenti di pressione, di egemonia e di sopraffazione. È una trasformazione profonda, che mette in discussione il multilateralismo e la stessa idea di economia come fattore di pace. Se la matrice globale delle interdipendenze si rompe, se viene meno la matrice 193x193, quanti sono i paesi dell’ONU, e prevalgono rapporti bilaterali fondati sulla forza, il risultato sarà un sistema sempre più instabile, segnato da uno stato di conflitto diffuso e da guerre ibride. È il tutti contro tutti. Una distopia mostruosa. Il sistema regge ma con effetti tragici sugli scenari futuri, a partire dal crollo della fiducia fra Stati e nei rapporti tra le economie. C’è il rischio di un vero collasso culturale, oltre che dei tradizionali strumenti di politica economica". 

L’incontro è stato l’occasione per approfondire il tema della weaponization delle politiche economiche, intesa come crescente utilizzo delle dipendenze commerciali, energetiche e tecnologiche quale strumento di pressione geopolitica. Il confronto, in particolare, si è concentrato sul ruolo dell'Europa e sulle strategie necessarie per affrontare il nuovo scenario internazionale.


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