Il presidente del CNEL su Radio Radicale, nella rubrica "Rivoluzione in corso"
"L'Europa è chiamata a diventare la terza potenza globale, l'unica in grado di superare lo schema bipolare armato tra Stati Uniti e Cina e di sfuggire a una 'trappola di Tucidide' altrimenti inevitabile. Ne abbiamo avuto la prova in questi giorni: da una parte Trump a Pechino con Xi Jinping, dall'altra Mario Draghi ad Aquisgrana per il premio Carlo Magno. Due immagini speculari, che indicano la direzione verso cui rischia di scivolare il mondo e l'alternativa che l'Europa può offrire". Lo ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta, intervenendo a "Rivoluzione in corso" su Radio Radicale.
"Che Xi citi Tucidide nel suo discorso non è casuale. La teoria rilanciata da Graham Allison spiega come, sull'esempio della guerra del Peloponneso tra Sparta egemone e Atene in ascesa, il conflitto fra potenza dominante e potenza emergente sia storicamente quasi inevitabile. Xi usa questa chiave di lettura per proporre a Trump una stabilizzazione alla pari: Stati Uniti non più egemoni, Cina non più solo in ascesa e il resto del mondo ridotto a vassallo. In questo modo Pechino ridisegna i rapporti di forza, a partire da Taiwan, e di fatto detta l'agenda all'America".
"La logica strategica tucididea di Xi prevale su quella di Trump da immobiliarista, e ci dice subito chi sta vincendo. Significa passare dal multilateralismo al bilateralismo armato, perdente per la vecchia potenza egemone americana. La Cina propone un modello autocratico, lontano dalla possibilità che il mondo ritrovi multilateralismo, cooperazione, democrazia, benessere per tutti e non per pochi. Per questo serve una terza via", ha aggiunto Brunetta.
"Questa terza via è l'Europa, come ha sottolineato Draghi ad Aquisgrana: la trappola di Tucidide si può evitare. Può esistere una terza potenza portatrice di un modello alternativo, che parla al mondo senza la postura dell'egemone e, proprio per questo, acquista una valenza morale, strategica e politica superiore. Per proporre un modello diverso, fatto di multilateralismo, cooperazione, diritto internazionale, vantaggi comparati, grandi organizzazioni internazionali. È la ricetta del piano Draghi e del federalismo pragmatico: realizzare gli obiettivi con chi ci sta, ragionare con il Sud del mondo, con il Mercosur, con l'India, e persino con la Russia post-Putin, nello spirito di Pratica di Mare. Crescita, investimenti, ricerca, scuola, università, libertà, democrazia: così l'Europa torna a parlare al mondo".
"Oggi siamo a 27, ma l'Unione europea può tranquillamente arrivare a 35 o 37 Stati, con l’Ucraina al più presto nella UE, e a 600 milioni di abitanti, superando Usa e Cina per scala economica, demografica e valoriale. È questa la forza in grado di disinnescare la trappola di Tucidide".
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