Brunetta: la ferrovia è la più antica infrastruttura del futuro
È stato presentato oggi a Villa Lubin il Rapporto Annuale Fermerci 2026. Lo studio, arrivato alla quarta edizione, presenta gli aggiornamenti sulle principali tendenze del settore del trasporto ferroviario delle merci in Italia, proponendo novità e approfondimenti rispetto alle versioni precedenti. Dall’andamento del traffico in Italia, al confronto con i principali concorrenti europei, passando per la mappatura delle infrastrutture dell’ultimo miglio e l’analisi della domanda di trasporto, fino al contributo del settore alla sostenibilità.
Ha aperto i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta, seguito dal presidente dell’Associazione Fermerci, Clemente Carta.
"La ferrovia è la più antica infrastruttura del futuro: una rete del ferro, sostenibile ante litteram, su cui poggia l’economia reale del Paese", ha affermato il presidente del CNEL. "Ogni economia vale quanto valgono le sue reti, e quando una rete strategica cala invece di crescere, come confermano i dati allarmanti del Rapporto Fermerci, il segnale va colto subito. I nostri competitor europei usano meglio il proprio ferro, sono più performanti, e questo ci interroga. Per recuperare quel divario serve produttività, prima ancora che domanda aggregata, e il corretto utilizzo delle risorse PNRR. Una rete vale all’ennesima potenza solo quando dialoga in modo integrato con le altre, ed è per questo che il trasporto merci su ferro deve trovare la sua giusta centralità e il necessario spazio nei corridoi strategici del Paese", ha così concluso Brunetta (Cliccare qui per il video intervento).
“Servono politiche urgenti per sostenere le imprese ferroviarie e superare una crisi che dura ormai da troppo tempo", ha aggiunto il presidente dell'Associazione Fermerci Clemente Carta. "Altro che riequilibrio modale, dallo studio emerge che le risorse assegnate negli anni sono servite solo a tenere parzialmente il livello dei volumi. Tutte le contingenze attuali come: lavori sulla rete ferroviaria, tensioni geopolitiche e interruzioni dei valichi alpini hanno danneggiato in questi anni il comparto. Se a questo aggiungiamo l’incertezza dei prossimi mesi e l’assenza, al momento, di risorse necessarie per il settore, i danni saranno irreversibili. Gli incentivi – ha proseguito Carta - sono uno strumento di politica dei trasporti a servizio della collettività e dell’industria nazionale e sono da considerarsi investimenti che provocano esternalità positive in termini ambientali, economici, sociali e industriali”.
Il rapporto è stato redatto con il supporto di RFI, per la fornitura dei dati, e dal gruppo di lavoro composto da Associazione Fermerci, PwC Business Services S.p.A., RSE SpA – Ricerca sul Sistema Energetico e dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Tra gli altri hanno partecipato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, il presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, Salvatore Deidda.
.png?sfvrsn=8865c34e_7)