CARCERI: CNEL APPROVA DDL IN MATERIA DI CASE-FAMIGLIA PROTETTE

27 maggio 2026

Minunzio: “Far sì che le madri possano essere indirizzate a percorsi di reinserimento”

Il CNEL ha approvato all’unanimità, nella seduta odierna dell’Assemblea, un disegno di legge in materia di case-famiglia protette, modificando la legge 62/2011, che ha introdotto nell’ordinamento queste strutture residenziali, esterne al circuito carcerario, destinate ad accogliere madri in esecuzione penale che hanno figli in tenera età. L’obiettivo è di rafforzarne l’efficacia applicativa, la coerenza con il sistema integrato dei servizi territoriali e l’uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale. L’iniziativa si inserisce nel quadro del progetto Recidiva Zero, realizzato dal CNEL in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. Quello approvato oggi è il quarto disegno di legge del CNEL predisposto nell’ambito di Recidiva Zero.

In particolare, il ddl prevede l’ampliamento dei soggetti istituzionali coinvolti nella messa a disposizione degli immobili, ricomprendendo enti locali, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e altri enti territoriali, favorendo così una più efficace individuazione delle strutture idonee. La proposta, inoltre, stabilisce che la presa in carico multidisciplinare sia considerata quale livello essenziale delle prestazioni (LEP), per garantirne l’uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale, la piena esigibilità e la continuità degli interventi sociali, sociosanitari e educativi. Si intende anche rafforzare l’integrazione sociosanitaria territoriale, valorizzando il coinvolgimento dei servizi competenti per la tutela della salute e del benessere delle donne e dei minori, e razionalizzare gli standard organizzativi per evitare duplicazioni normative.

Il ddl, senza nuovi oneri, individua nei fondi della Cassa Ammende il fabbisogno necessario e inserisce finalmente in maniera stabile i servizi in questione all’interno della rete integrata territoriale. La proposta di legge risponde a ripetute sollecitazioni della società civile in ordine alla necessità di assicurare continuità finanziaria ai servizi attivati, venuta meno a decorrere dal 2025 e oggetto di un intervento straordinario del ministero della Giustizia.

Il tema è stato oggetto, oltre che dell’attenzione del Segretariato Generale del CNEL, anche di un apposito convegno che il Consiglio ha realizzato con UNICEF lo scorso 14 maggio. (Cliccare qui per la notizia)

 

MINUNZIO: FAR SÌ CHE LE MADRI POSSANO ESSERE INDIRIZZATE A PERCORSI DI REINSERIMENTO

“Il tema dei bambini in relazione al regime di ristrettezza delle madri – ha affermato il consigliere CNEL Emilio Minunzio, relatore del provvedimento – è fondamentale. In particolare, il nostro impegno è volto a far sì che le madri possano essere indirizzate a percorsi di reinserimento attraverso strutture e case-famiglia protette, perché sappiamo quanto il benessere dei detenuti sia legato alla serenità dei figli. Senza questo equilibrio psicofisico, i programmi di ricostruzione di una nuova vita non possono attecchire. Questa proposta di legge – ha aggiunto Minunzio, coordinatore del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale – nasce nell’ambito del progetto Recidiva Zero, realizzato d’intesa con il ministero della Giustizia. Un progetto di ampio respiro, che individua nell’inclusione lavorativa la leva per abbattere la recidiva”.