Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"
"Il 2025 è stato un anno di vigore inatteso, con una crescita mondiale del 3,4%, mezzo punto oltre le previsioni. È accaduto malgrado il cambio di paradigma annunciato con l'insediamento di Trump, un cambio che per eterogenesi dei fini ha prodotto l'esito opposto a quello perseguito. I dazi sono ricaduti per la quasi totalità sui consumatori e sulle imprese degli Stati Uniti, mentre il resto del mondo ha continuato a crescere". Lo afferma il presidente del CNEL Renato Brunetta, intervenuto a Radio Radicale citando le considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta.
"Resta tuttavia intatto il nodo degli squilibri globali", prosegue. "Gli Stati Uniti continuano a vivere al di sopra delle proprie possibilità, con un debito eccessivo e un risparmio insufficiente, e chiedono al resto del mondo di finanziarli. La Cina accumula un risparmio enorme e una crescente aggressività, e rimane un gigante fragile al proprio interno, privo di un vero sistema di welfare. Anche l'Europa vive un paradosso. Dispone di un grande risparmio e lo destina a finanziare i bilanci altrui, in primo luogo quello americano, mentre rinuncia a impiegarlo in casa propria. Senza un mercato interno dei capitali resta priva delle risorse necessarie ai propri investimenti, alla produttività, alla sicurezza. Produce ricchezza e la colloca altrove".
"Nel frattempo, le guerre si moltiplicano e non trovano una conclusione. Eravamo abituati a conflitti con un vincitore, un vinto e la stabilità che ne discendeva. Quel meccanismo oggi si è inceppato, perché le guerre non finiscono. Lo dimostra l'Ucraina, dove un Paese privo di armamenti atomici resiste alla Russia e la costringe con successo nel pantano. Le tecnologie adattive, a partire dai droni a basso costo, hanno riscritto le regole del gioco. Non è più detto a priori chi debba vincere e chi debba perdere", osserva il presidente del CNEL.
"Vale anche in economia. La pretesa della forza e della dominanza ha smesso di dettare legge. Restano gli squilibri. In particolare, l'Europa è chiamata ad attuare tutte le riforme programmate, a partire dai piani Letta e Draghi, realizzando da subito il proprio mercato dei capitali e investire in casa le risorse che genera. Così potrà davvero ergersi ad attore globale alla pari delle altre superpotenze economiche e geopolitiche", conclude Brunetta.
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