La nota del presidente del CNEL sull'attuazione della direttiva europea
“Con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 96 del 7 maggio 2026, che dà attuazione alla direttiva europea sulla trasparenza retributiva tra donne e uomini, il nostro ordinamento compie un passo importante verso una maggiore equità e verificabilità delle dinamiche salariali. La novità più significativa della normativa” – afferma il presidente del CNEL Renato Brunetta – non consiste soltanto nell'ampliamento dei diritti informativi dei lavoratori o nei nuovi obblighi posti a carico delle imprese. Essa risiede nella scelta di fondare la trasparenza retributiva sui sistemi di classificazione e inquadramento del lavoro definiti dalla contrattazione collettiva nazionale. Per stabilire quando due lavoratori svolgano lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore occorre infatti fare riferimento alle declaratorie professionali, ai livelli di inquadramento e ai sistemi classificatori contenuti nei contratti collettivi. È attraverso questi strumenti che diventa possibile confrontare le retribuzioni, verificare il rispetto del principio di parità salariale e rendere effettivo il diritto alla trasparenza”.
“In questo contesto – prosegue il presidente del CNEL – “assume una rilevanza strategica l'Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro del CNEL, che raccoglie, organizza e rende accessibile il patrimonio informativo della contrattazione collettiva italiana. L'Archivio non è soltanto una banca dati documentale. È una infrastruttura pubblica di conoscenza che consente di individuare i contratti di riferimento, ricostruire i sistemi di classificazione del lavoro, analizzare gli assetti retributivi e garantire la trasparenza delle regole che governano il mercato del lavoro. La trasparenza salariale richiede infatti trasparenza contrattuale. Per conoscere il valore del lavoro, verificare la correttezza dei trattamenti economici e contrastare le discriminazioni non bastano dati statistici o informazioni aggregate: occorre conoscere le regole contrattuali che attribuiscono valore alle professionalità e ne determinano il trattamento economico. È in questa prospettiva che il CNEL continuerà a investire nel rafforzamento dell'Archivio nazionale dei contratti collettivi, quale strumento al servizio delle istituzioni, delle parti sociali, delle imprese, dei lavoratori e della collettività”.
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