AL CNEL IL CONVEGNO IN RICORDO DI BRUNO BUOZZI

04 giugno 2026

Brunetta: da sua eredità la lezione che non c'è democrazia senza corpi intermedi

Si è svolto presso il CNEL il convegno “Bruno Buozzi. Una vita per i lavoratori e la libertà”, promosso dalla Fondazione Bruno Buozzi ETS in occasione dell’82° anniversario della sua scomparsa.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di ricordare e valorizzare la figura umana, politica e sindacale di Bruno Buozzi, soffermandosi in particolare sul ruolo da lui svolto in uno dei periodi più complessi e drammatici della storia italiana, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale.

Ad aprire i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta, seguito dal presidente della Fondazione Bruno Buozzi ETS, Giorgio Benvenuto.

"Bruno Buozzi ci insegna ancora oggi che non c’è democrazia se non ci sono i corpi intermedi”, ha dichiarato il presidente del CNEL. Proprio raccogliendo l'eredità storica di Buozzi, Brunetta ha lanciato una nuova iniziativa istituzionale: l'organizzazione, in seno al CNEL, di una conferenza che riunisca tutte le fondazioni sindacali, datoriali e del Terzo Settore. L'obiettivo, ha spiegato il presidente, è avviare un percorso sinergico per “mettere a sistema i rispettivi patrimoni culturali e dare vita a un grande archivio comune” che custodisca, valorizzi e renda accessibile la memoria storica del lavoro e delle relazioni industriali in Italia.
Dall'eredità di Buozzi, Brunetta ha tratto la centralità della partecipazione dei lavoratori, definita un “elemento fondante” per governare le transizioni tecnologiche: “I lavoratori non devono restare passivi di fronte all’intelligenza artificiale, ma possono e devono organizzarsi, insieme alle parti datoriali, per governare l’algoritmo. L'IA è frutto dell’ingegno umano e le piattaforme non sono entità onnipotenti, ma interlocutori strumentali”. In questo scenario, assume un valore strategico il rilancio degli enti bilaterali, “strutture nate per unire datori di lavoro e lavoratori al fine di produrre formazione, welfare e diritti”.

Bruno Buozzi (1881-1944) è stato uno dei principali protagonisti del sindacalismo italiano. Segretario generale della Federazione Italiana Operai Metallurgici (FIOM) e successivamente della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), fu tra i principali interpreti delle lotte operaie del primo Novecento. Convinto oppositore del fascismo, fu costretto all’esilio in Francia, dove proseguì la propria attività sindacale e antifascista. Dopo il 1943 contribuì alla ricostruzione del sindacato unitario italiano, ma venne arrestato dai nazifascisti e assassinato a La Storta il 4 giugno 1944.

La sua figura è ancora oggi ricordata come simbolo dell’impegno per la tutela dei diritti dei lavoratori, della libertà e della democrazia.

 

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