IL PRESIDENTE DEL CNEL AL CONVEGNO SU GIANNI DE MICHELIS

09 giugno 2026

Brunetta: decreto San Valentino atto di nascita dell'anti-populismo italiano

Si è tenuto a Torino, nella sede della Fondazione CRT, il convegno “Gianni De Michelis: un ministro del Lavoro per la crescita”, promosso dalla Fondazione Bettino Craxi.

L’incontro ha avuto l’obiettivo di ripercorrere l’azione politica e riformatrice di De Michelis durante il suo incarico al Ministero del Lavoro, offrendo un approfondimento su alcuni snodi cruciali della storia repubblicana italiana.

All’evento ha preso parte, tra gli altri, il presidente del CNEL, Renato Brunetta, intervenuto in qualità di testimone del cosiddetto “decreto di San Valentino” sulla scala mobile, varato il 14 febbraio 1984: un passaggio particolarmente significativo nella storia del Paese.

"Il decreto di San Valentino dell'84 – ha affermato Brunetta - è stato l'atto di nascita dell'anti-populismo e del riformismo nel nostro Paese. Una pietra miliare della democrazia economica che, tuttavia, la cultura politica e sindacale della sinistra italiana ha cercato colpevolmente di cancellare dalla memoria storica". Nel corso del suo intervento, Brunetta ha analizzato le resistenze ideologiche dell'epoca, ricordando il referendum sulla scala mobile del 1985: "Quella consultazione – ha spiegato – rappresentò l'atto populista più alto, forte e strutturato mai voluto dalla sinistra comunista e sindacale. Si scelse la 'ragione politica' contro il buon senso e la ragione economica, un riflesso condizionato che purtroppo continuo a vedere anche in dinamiche referendarie recenti. La sinistra dell'epoca si arroccò sul dogma che la scala mobile non si potesse toccare 'a prescindere', una vera e propria follia populista". Secondo il presidente del CNEL, le evidenze scientifiche di economisti come Modigliani, Tarantelli e Padoa-Schioppa avevano già dimostrato che, in presenza di un'inflazione a due cifre, "la scala mobile non proteggeva più i salari, ma finiva per colpire proprio i lavoratori dipendenti, coloro che i prezzi li subivano. L'inflazione agiva come una tassa e il meccanismo di indicizzazione non faceva che alimentarla". Brunetta ha poi rievocato i mesi in cui, nell'agosto del 1983, fu chiamato da Gianni De Michelis alla nascita del governo Craxi, portando con sé gli studi sulla distribuzione del reddito finalizzata alla crescita e all'occupazione, antitetici alla logica del mero blocco salariale. Mostrando una copia anastatica del testo del decreto, Brunetta ha smentito la narrazione riduzionista della sinistra: "Tutti ricordano solo il taglio della scala mobile, ma in quel testo c'era una visione organica, una vera e propria tecnologia italiana per governare la crisi attraverso uno scambio politico, economico, sociale e fiscale. Fu un accordo di modernizzazione che andava ben oltre i diktat di certa parte sindacale. La sinistra politica e sindacale scelse la via dell'ideologia a prescindere dalla realtà degli interessi dei lavoratori: questo resta il loro grande cortocircuito storico".

"DECRETO SAN VALENTINO DISINNESCÒ L'ILLUSIONE MONETARIA; IL REFERENDUM DELL'85 FU POPULISMO PURO"

"Il decreto di San Valentino fu un atto di decisionismo forte e intelligente, che non andò contro il lavoro, ma lo salvò. Spezzando la spirale prezzi-salari, non solo si garantì la stabilità macroeconomica, ma si posero le basi per la concertazione degli anni successivi, interrotta poi dagli errori degli anni '90", ha dichiarato il presidente del CNEL, Renato Brunetta, concludendo il suo intervento.
Brunetta ha ricordato la dinamica tecnica che accompagnò la reiterazione del decreto: "Il tendenziale dell'inflazione viaggiava verso il 20%. Una mente raffinatissima come quella di Giuliano Amato, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intuì il meccanismo: bloccando i primi scatti, l'inflazione iniziò a piegarsi a tal punto che per i successivi scatti non ci fu nemmeno bisogno di ulteriori blocchi. Questo dimostra scientificamente la totale follia del referendum del 1985 promosso dal Pci".
"Quella consultazione – ha incalzato il presidente del CNEL – fu un'operazione di populismo puro, studiata ancora oggi nelle università di tutto il mondo come il caso di scuola dell'illusione monetaria. Si chiedeva ai lavoratori: 'Volete 400mila lire subito in busta paga o preferite il taglio dei punti di contingenza per il benessere futuro?'. Era difficilissimo spiegare l'illusione monetaria nelle piazze e nelle fabbriche. Eppure, il 54% degli italiani scelse il futuro e disse 'No' a quel referendum, segnando un cambio di fase culturale profondo che la sinistra, storiograficamente e politicamente, tenta ancora di negare".
Infine, Brunetta ha rievocato un aneddoto personale legato alla gestione dell'inflazione programmata attraverso il controllo dei prezzi amministrati: "All'epoca il governo controllava i prezzi di molti beni, dal pane alle autostrade. Io, giovane economista di 34 anni, fui mandato a trattare con i vertici di Autostrade che chiedevano un aumento del 30% dei pedaggi, forti dei loro bilanci. Ma la linea del governo era chiara: per bloccare l'inflazione bisognava governare contemporaneamente la massa salariale e i prezzi strategici. Fu una lezione di politica economica che dimostrò come il riformismo sappia governare la realtà con il coraggio delle decisioni".

Nel corso del convegno è intervenuto anche il consigliere del CNEL, Emmanuele Massagli.

 

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