BRUNETTA: ACCORDO USA-IRAN SGONFIEREBBE LA SPECULAZIONE E L’INFLAZIONE, BCE CORREGGA IL RIALZO DEI TASSI

12 giugno 2026

Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"

"Giugno è un mese decisivo per gli equilibri internazionali. Il calendario parla da solo: il 15 il G7 di Evian, dedicato a geopolitica e geoeconomia; il 18 e 19 il Consiglio europeo a Bruxelles, l'organo dei Capi di Stato e di Governo che è il cuore della governance dell'Unione; il 7 luglio il vertice Nato ad Ankara, dove il tema sarà il ruolo della sponda europea dell'Alleanza. I ministri delle finanze europei hanno già indicato l'obiettivo di portare la spesa per la sicurezza verso il 5%: uno sforzo enorme, ma probabilmente la strada giusta, perché l'Europa deve imparare a garantire da sola la propria difesa, compensando il prevedibile disimpegno americano". Lo ha detto il Presidente del CNEL Renato Brunetta, intervistato da Radio Radicale nella rubrica settimanale "Rivoluzione in corso".

A queste date se ne aggiunge una ancora avvolta nell'incertezza: il possibile incontro di Ginevra, già nei prossimi giorni, tra il vicepresidente americano Vance e la delegazione iraniana. "Nessuno sa cosa verrà firmato: forse un cessate il fuoco, forse un preaccordo, forse solo un accordo per mettersi d'accordo. Ma anche un'intesa minima avrebbe un effetto economico enorme. L'inflazione di questi mesi non nasce da un eccesso di domanda: nasce dalla speculazione che si è costruita attorno alla guerra, alle tensioni sullo Stretto di Hormuz, al mercato degli idrocarburi. È una bolla, e le bolle si sgonfiano quando viene meno la paura che le alimenta. Basterebbe la prospettiva credibile di una pace, anche confusa e imperfetta, perché i prezzi dell'energia rientrino, l'inflazione scenda velocemente e le prospettive di crescita migliorino per tutti, dall'Occidente alla Cina e all'India".

L'ultimo passaggio è una proposta alla Banca centrale europea, dopo il rialzo dei tassi deciso ieri: "Lo avevo detto: calma e gesso. Questa inflazione è speculativa, settoriale, figlia di uno shock esterno, e non si combatte con la stretta monetaria. Forse Francoforte poteva aspettare una settimana. Se Ginevra produrrà gli effetti che gli economisti prevedono, con il rientro dei prezzi e la ripresa della crescita, la cosa più bella che potrebbe fare Christine Lagarde è riconoscere che quel rialzo era sbagliato, correggerlo e procedere con un'ulteriore riduzione dei tassi. Sarebbe l'accompagnamento giusto a una nuova fase di pace e di crescita".

  • Cliccare qui per la video intervista