USA-IRAN. BRUNETTA: "INTESA RAFFINATISSIMA MA AD ESITO INDETERMINATO. SGONFIA LA BOLLA DI HORMUZ E LASCIA INTATTO IL RESTO"

19 giugno 2026

Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"

“Questi 14 punti garantiscono con certezza una cosa sola, la de-escalation. Su tutto il resto promettono soltanto un negoziato che può durare all'infinito”. Lo ha affermato il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ai microfoni di Radio Radicale, analizzando l'intesa tra Stati Uniti e Iran siglata il 17 giugno. “Siamo dentro una struttura giuridicamente non vincolante, costruita su due famiglie di clausole dal peso del tutto diverso”, ha spiegato.

La prima famiglia è immediata e autoeseguibile. “Cessate il fuoco, riapertura dello stretto di Hormuz, sminamento, ripresa dei flussi ai livelli prebellici, ripartenza dell'export petrolifero iraniano. Sono le misure che svuotano la bolla speculativa e disinnescano il ricatto di Hormuz. L'economia respira, il petrolio scende, le borse salgono. Superati i primi giorni di incertezza, è di fatto irreversibile”, ha osservato

Di segno opposto la seconda, “speculare e impossibile da ottenere. I 300 miliardi per la ricostruzione faranno la fine del fondo per Gaza, nessuno pagherà. Sul nucleare non c'è alcun impegno reale, Teheran si limita a ribadire il consueto mantra sul programma a fini civili. I fondi congelati restano in mano americana e i 60 giorni della trattativa, lo dice lo stesso memorandum, sono prorogabili all'infinito”.

Il punto più rischioso, però, è un altro. “A sminamento avvenuto Teheran potrà vendere agli armatori ‘servizi’ per le navi in transito, un pedaggio mascherato che scardina la libertà dei traffici marittimi e che la ‘clausola Hormuz’ rende replicabile in ogni stretto del pianeta”, ha avvertito Brunetta. “Ciò che è certo è irreversibile, ciò che riguarda la non proliferazione resta morbido e sospeso a tempo indeterminato. Tutto resta congelato nello status quo. Il regime resta, i missili restano, il terrorismo sciita resta, resta il nucleare con l'obiettivo della bomba che tutti conosciamo. 

“Non è un accordo fallimentare, tutt'altro. È un patto raffinatissimo, con due contraenti pienamente consapevoli, gli iraniani forse più degli americani. L'unica vera variabile resta la tenuta delle democrazie, appesa alle urne di Israele a settembre e degli Stati Uniti a novembre. Sgonfia la bolla di Hormuz, lascia intatto tutto il resto e cambia, soltanto, il prezzo del barile” ha concluso Brunetta.


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