Fondamentale che ogni intervento normativo e regolamentare contribuisca alla costruzione di percorsi di reinserimento efficaci e duraturi
Nella seduta odierna, l’Assemblea del CNEL ha approvato all’unanimità un Parere sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al d.P.R. n. 230 del 2000 in materia di organizzazione del lavoro dei detenuti (Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure limitative e privative della libertà). Il CNEL sottolinea che lo schema di decreto, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri in esame preliminare, recepisce l’impostazione richiesta dal decreto-legge 48/2025 (decreto Sicurezza): aprire il carcere al mercato del lavoro, alle imprese e al territorio. L’avvio dell’iter costituisce, ad avviso del CNEL, un’opportunità estremamente significativa per favorire il pieno accesso dei detenuti all’istruzione, alla formazione e al lavoro, assicurando la parità contrattuale e retributiva mediante l’applicazione di CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. L’emanazione del provvedimento risulta dirimente anche ai fini dell’attuazione del quadro di azioni ricomprese nell’accordo interistituzionale tra il CNEL e il Ministero della Giustizia, con particolare riferimento al programma Recidiva Zero.
Il Parere – illustrato in Assemblea dal consigliere Emilio Minunzio, presidente del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale – si colloca in continuità con il documento di Osservazioni e Proposte in materia di studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere approvato dal Consiglio nel luglio 2025. Inoltre, è del tutto coerente con i cinque disegni di legge d’iniziativa CNEL predisposti nel corso dell’attuale Consiliatura, l’ultimo dei quali adottato proprio nella seduta odierna dell’Assemblea.
Il CNEL ritiene che, in una fase in cui il Consiglio si fa promotore di un ripensamento profondo del sistema penitenziario in chiave inclusiva, sia fondamentale che ogni intervento normativo e regolamentare contribuisca alla costruzione di percorsi di reinserimento efficaci e duraturi, affrontando le radici sociali dell’esclusione e realizzando quel ponte tra carcere e società indispensabile per raggiungere l’ambizioso obiettivo di abbattere la recidiva. A tal fine, è essenziale che sia sempre più riconosciuto e valorizzato in tutte le sedi istituzionali e nei processi organizzativi di funzionamento del sistema di governance il ruolo dei corpi intermedi.
Le proposte delineate nel Parere si collocano in una logica di rafforzamento dell’impianto normativo, senza alterarne l’impostazione generale, già coerente con i principi costituzionali e con l’evoluzione del sistema penitenziario. Il fine è di rendere il modello pienamente aderente alla prospettiva Recidiva Zero, attraverso quattro direttrici fondamentali: centralità del lavoro quale diritto e strumento di inclusione; orientamento ai risultati occupazionali; integrazione strutturale con il mercato del lavoro e il sistema integrato dei servizi alla persona; continuità tra percorso intramurario e reinserimento esterno.
In questa prospettiva, le integrazioni proposte dal CNEL mirano a trasformare il lavoro penitenziario da evento occasionale a elemento strutturale del percorso integrato di reinserimento lavorativo e sociale, con un impatto misurabile sulla riduzione della recidiva.
I Disegni di legge CNEL nel quadro del programma Recidiva Zero
- Disposizioni per l’inclusione socio-lavorativa e l’abbattimento della recidiva delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale emanati dall'Autorità Giudiziaria (19 giugno 2024) - Cliccare qui
- Disposizioni in materia di lavoro penitenziario (23 ottobre 2025) - Cliccare qui
- Disposizioni in materia di scindibilità del cumulo delle pene (22 aprile 2026) - Cliccare qui
- Modifiche alla legge 21 aprile 2011, n. 62 (27 maggio 2026) - Cliccare qui
- Modifica dell’articolo 20 della legge n. 354/1975, recante norme sull’ordinamento penitenziario in materia di tutela contro la disoccupazione involontaria dei detenuti lavoratori (25 giugno 2026)
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