BRUNETTA : È L’ORA DELL’EUROPA, SERVE UN SALTO DI SCALA SU BILANCIO E DIFESA

26 giugno 2026

Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"

"Da inguaribile ottimista, ritengo che sia arrivata l'ora dell'Europa, che potrebbe essere il luogo della catalizzazione dei valori migliori del Novecento, della cooperazione internazionale e del multilateralismo, e del rilancio di una piattaforma di democrazia e di progresso per gli Stati membri". Così Renato Brunetta, presidente del Cnel, nel suo intervento settimanale a "Rivoluzione in corso" su Radio Radicale. 

"Purtroppo, però, il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, discutendo del bilancio europeo per i prossimi sette anni, non ha dato una grande prova di strategia. Oggi l'Europa appare più piccola rispetto alle sfide globali".
Sul bilancio Brunetta è netto. "Il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 vale 1.984,8 miliardi e pesa appena l'1,26% del reddito nazionale lordo, l'1,15% una volta tolto il rimborso del Next Generation Eu. I Paesi frugali dicono che è troppo. Il bilancio federale degli Stati Uniti pesa intorno al 24-25% del Pil. Se vogliamo partecipare alle sfide mondiali dobbiamo aumentare in maniera importante il bilancio europeo. Ragionare per multipli, non discutere se tagliare qualche decimale. Restare fermi al palo è assolutamente ridicolo e masochistico".

"La via maestra per rilanciare le ambizioni europee c'è già", ha aggiunto. "Il paradigma del Next Generation Eu, quello del debito comune per finanziare investimenti volti allo sviluppo degli Stati membri, va usato per interventi mirati, su difesa, tecnologia, transizione green, competitività. Un problema alla volta, come hanno indicato Draghi e Letta. E serve completare l'Unione del risparmio e degli investimenti, perché oggi gran parte del risparmio europeo va a finanziare il bilancio degli Stati Uniti”.

Lo sguardo è già al vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. "Se ci fosse una leadership europea dentro la Nato sarebbe un messaggio straordinario a livello globale: più risorse e meno dipendenza dagli approvvigionamenti americani. Il destino nelle nostre mani. L'Europa lancerebbe finalmente il cuore oltre l'ostacolo". 

Da qui l'allargamento. "Il processo di integrazione è irrinunciabile. Ucraina e Balcani occidentali insieme nella UE, senza anteporre l'una agli altri. E sogno il ritorno dell'Inghilterra, l'ingresso del Canada e, in omaggio a Marco Pannella, anche quello di Israele. Continuo a sognare, nonostante le distopie dei nostri tempi".

 

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