UCRAINA. BRUNETTA: RUSSIA STA PERDENDO LA GUERRA E LA TESTA, DA VERTICE NATO DI ANKARA SERVE RISPOSTA EUROPEA FORTE E CHIARA

03 luglio 2026

Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"

intervista a radio radicale
"Il bombardamento russo su Kiev, sulle popolazioni e sulle infrastrutture civili ucraine sembra un messaggio alla NATO, alla vigilia del vertice di Ankara del 7 e 8 luglio, decisivo e strategico per il rapporto tra le due sponde dell'Atlantico e per il ruolo dell'Alleanza in Europa. Ma dentro questi elementi c'è anche la possibile soluzione: con questi attacchi, forse il più grande bombardamento dall'inizio della guerra, Mosca dà segni di debolezza. L'Ucraina, con la sua deterrenza attiva, sta mettendo in crisi il sistema di approvvigionamento energetico russo, in Crimea e soprattutto nel resto della Russia. La Russia sta perdendo. E con la guerra, sta perdendo anche la testa". Lo ha dichiarato Renato Brunetta, economista e presidente del CNEL, intervenendo alla trasmissione "Rivoluzione in corso" su Radio Radicale.

"Al vertice NATO l'Europa dovrà dare una risposta chiara e univoca, una volta per tutte: sostegno all'Ucraina e rafforzamento della difesa a Est, con un impegno in termini di mezzi verso l'Alleanza atlantica. 
Il vertice sarà preceduto da un Defence Industry Forum, ed è questa la chiave per far capire alle opinioni pubbliche occidentali che investire in difesa vuol dire PIL, industria, crescita, tecnologia", ha proseguito Brunetta. "Per l'Italia è assolutamente importante. Siamo su un crinale delicato: i bilanci pubblici stanno uscendo dalla procedura di infrazione, con il rapporto deficit-PIL in discesa sotto il 3%, condizione non formale ma sostanziale, di reputazione, per attivare il fondo SAFE senza ripercussione nei mercati. Giustamente Giorgetti aspetta l'uscita dalla procedura, che consente all'Italia di avere credibilità per poi indebitarsi con l'Europa. Il buon senso del ministro dell’economia, unito alla solidità del ministro Crosetto, indica una buona strada".

"C'è poi l'altro processo fondamentale, cioè l'allargamento dell'Unione Europea all'Ucraina e ai Balcani occidentali, che sarebbe la risposta politica più importante. È una triangolazione: rispettare gli impegni NATO, rispettare gli impegni con l'Ucraina, allargare l'Unione. Tutto si tiene", ha aggiunto il presidente del CNEL. "Le note meno buone riguardano la Germania, che sembra voler agire per sé stessa: si parla di 150 miliardi per la sua difesa, spesi autonomamente, non in stretta correlazione con la filiera europea. Ma la Germania è il catalizzatore dell'Europa e dovrebbe dare il buon esempio in termini di sicurezza, spesa e coordinamento".

"Serve una vera politica industriale di difesa europea. L'anno prossimo sarà un anno elettorale per molti Paesi, Italia compresa, e il messaggio da dare alle opinioni pubbliche non è di riarmo: è fare la nostra parte per la sicurezza. Vuol dire industria, tecnologia, ricerca, PIL, crescita, purché tutto questo abbia scala europea", ha concluso Brunetta.

 

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