UCRAINA. BRUNETTA: FINISCE IL SECOLO AMERICANO, A PARIGI È INIZIATO IL SECOLO EUROPEO

16 luglio 2026

Il presidente del CNEL su Radio Radicale per la rubrica "Rivoluzione in corso"

«Quello che ho visto a Parigi il 14 luglio mi ha davvero emozionato. Cinquecento militari di 35 Paesi della coalizione dei volenterosi hanno sfilato per la festa nazionale francese, con i soldati ucraini ad aprire la parata. Lì è nata la nuova Europa, un'Europa che ha smesso di vivere sotto la dominanza e la protezione americana. Il “Secolo americano”, per dirla con il libro di Geminello Alvi che consiglio a tutti di rileggere, è finito. E questo significa più libertà e più responsabilità». Lo ha dichiarato Renato Brunetta, presidente del CNEL, nel corso della rubrica settimanale "Rivoluzione in corso" su Radio Radicale, a oltre 1600 giorni dall'inizio dell'aggressione russa all'Ucraina.

«Nel Novecento gli USA hanno dominato l'Europa, con i prestiti, con il Piano Marshall, con gli investimenti nella NATO. L'Europa ha costruito così la sua comfort zone, pagata in termini di sostanziale sudditanza economica, in cambio di sicurezza. Agli americani l’Unione Europea non è mai piaciuta, hanno sempre preferito, tacitamente e implicitamente, il rapporto biunivoco con i singoli Paesi. Con Trump quel non detto è diventato esplicito. E allora viva la parata di Parigi, viva questo stato nascente della nuova Europa».

«Nei momenti di crisi l'Europa sa rispondere. Sta rispondendo con i 90 miliardi di prestiti all'Ucraina grazie alla cooperazione rafforzata e con il nascente consorzio europeo sul sistema antimissile, il progetto Freya, che rappresenta il segnale più forte che si possa dare alla Russia di Putin. Missili difensivi europei al posto dei Patriot, mentre l'Ucraina produce già dieci milioni di droni l'anno e persino le regioni russofone, con la Crimea in crisi così come il Donbass, stanno voltando le spalle a Mosca. La NATO europea ormai è nata, con l'obiettivo del 5% di spesa del PIL per il suo finanziamento. Ed è il segnale più forte per la pace, perché dice a Putin a chiare lettere che non potrà mai vincere».

 

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