Tiraboschi: “Individuato un terreno comune su cui istituzioni e parti sociali possono adesso continuare a confrontarsi”
Nel corso dell’Assemblea odierna del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è stato presentato il documento di “Osservazioni e proposte su Modelli di business, dinamiche contrattuali e tutela del lavoro nelle attività di magazzinaggio (logistica e distribuzione)”, approvato lo scorso 16 luglio dalla Commissione dell’informazione ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 936 del 1986. Il documento è il risultato di un ampio lavoro istruttorio sviluppato attraverso un ciclo di audizioni con istituzioni, autorità di controllo, associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali del settore e rappresenta il tentativo di individuare punti di convergenza su uno dei comparti più strategici e complessi della economia italiana. L’obiettivo non è stato quello di elaborare una proposta normativa di dettaglio, ma di costruire una base conoscitiva condivisa.
Secondo il CNEL, la logistica e le attività di magazzinaggio non rappresentano più un settore accessorio, ma una vera infrastruttura essenziale del sistema economico, nella quale si concentrano le principali trasformazioni del lavoro contemporaneo: digitalizzazione dei processi, organizzazione delle filiere, ricorso agli appalti, evoluzione delle professionalità, pressione competitiva e crescente ruolo della committenza. L’analisi evidenzia come molte delle criticità emerse negli ultimi anni non derivino dalla assenza di regole, ma dalla difficoltà di renderne effettiva l’applicazione lungo filiere produttive sempre più articolate. Per questo il documento sposta l’attenzione dalla sola repressione delle irregolarità alla costruzione di strumenti capaci di rendere le filiere conoscibili, trasparenti e governabili.
Tra le principali osservazioni formulate dal CNEL emerge anzitutto la necessità di superare una lettura semplicistica del fenomeno del dumping contrattuale. Nel settore della logistica, infatti, il problema non coincide prevalentemente con la presenza di contratti “pirata”, ma con l’applicazione impropria di contratti collettivi appartenenti ad altri settori, con conseguenti disallineamenti tra attività svolta, inquadramento professionale e trattamento economico e normativo dei lavoratori. Il documento sottolinea inoltre che il contratto collettivo leader del settore (CCNL Logistica, trasporto merci e spedizione – codice CNEL I100) copre circa il 98,7 per cento dei lavoratori del comparto, confermando un quadro contrattuale sostanzialmente unitario.
TIRABOSCHI: “INDIVIDUATO UN TERRENO COMUNE SU CUI ISTITUZIONI E PARTI SOCIALI POSSONO ADESSO CONTINUARE A CONFRONTARSI”
“La logistica rappresenta oggi uno dei luoghi nei quali sono più evidenti le trasformazioni del lavoro contemporaneo”, dichiara Michele Tiraboschi, Presidente della Commissione dell'informazione e relatore del documento. “Le audizioni svolte hanno mostrato che le criticità del settore non possono essere affrontate con interventi settoriali o con risposte esclusivamente repressive. Occorre invece costruire filiere più trasparenti, valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva e delle parti sociali comparativamente più rappresentative del settore, rafforzare gli strumenti di conoscenza e di prevenzione e sostenere il funzionamento del sistema di relazioni industriali. Il valore del documento approvato dal CNEL sta proprio nell’avere individuato, attraverso un intenso lavoro istruttorio e di ascolto, un terreno comune sul quale istituzioni e parti sociali possono adesso continuare a confrontarsi per migliorare la competitività delle imprese e la tutela del lavoro. Centrale, in questa prospettiva, è la proposta di costruire una unica infrastruttura informativa e conoscitiva pubblica che renda finalmente conoscibile e governabile la filiera della logistica. Una struttura informativa fondata sulla interoperabilità delle banche dati già esistenti che pare decisiva non solo per orientare l’azione dei decisori politici e sindacali ma anche per finalizzare e indirizzare le attività ispettive di controllo a maggior ragione in un settore come quello della logistica e magazzinaggio dove il contratto leader del settore copre circa 577.000 lavoratori (pari al 98,7 per cento dei lavoratori della filiera contrattuale della logistica) a fronte di un totale di circa 1.100.000 lavoratori della intera filiera economica del settore”.
Nel documento ampio spazio è dedicato anche al ruolo della committenza e alla qualità degli appalti. Si evidenzia che l’appalto costituisce uno strumento fisiologico della organizzazione logistica quando esprime effettiva capacità imprenditoriale e organizzativa, mentre diventa patologico quando si riduce a mera interposizione di manodopera o a strumento per comprimere il costo del lavoro e rendere opaca la catena delle responsabilità. La trasparenza degli affidamenti, la congruità economica dei corrispettivi, la tracciabilità della filiera e la corretta applicazione del contratto collettivo vengono individuati come presupposti essenziali per una concorrenza leale tra imprese. Il documento dedica inoltre particolare attenzione al rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione del lavoro. Sistemi digitali, algoritmi, piattaforme e strumenti di gestione dei flussi rappresentano oggi una componente strutturale della logistica e devono essere governati attraverso relazioni industriali efficaci, distinguendo il legittimo coordinamento del servizio da forme di eterodirezione incompatibili con l'autonomia dell'appaltatore.
Tra le proposte formulate dal CNEL figurano il rafforzamento della trasparenza delle filiere attraverso una maggiore interoperabilità delle banche dati pubbliche, la valorizzazione del contratto collettivo di riferimento, l’istituzione di un tavolo permanente sulla logistica presso il CNEL, un programma nazionale dedicato alla salute e sicurezza nelle attività di magazzinaggio, la mappatura delle nuove professionalità del settore e specifici approfondimenti annuali sulla produttività e sul costo industriale dei servizi logistici.
La presentazione del documento in Assemblea è stata seguita da un ampio dibattito.
Il consigliere Paolo Carcassi ha sottolineato il lavoro preparatorio che ha permesso di trovare “soluzioni importanti, nel senso che si prende atto che la logistica è un sistema complesso, che va visto in una logica di filiera”. Ha anche ricordato le tante audizioni svolte, in cui “tutti i vari soggetti hanno potuto esprimere le loro esigenze: un fatto significativo di metodo”.
La consigliera Paola Palmieri ha anche lei molto apprezzato il lavoro fatto nella Commissione informazione. “Noi riteniamo che la logistica – ha detto – sia il punto centrale della catena del valore”. Importante anche l’aver messo in risalto la parte degli accordi e dei contratti territoriali, ha aggiunto, sottolineando infine il tema della rappresentanza “non solo sulla logistica ma anche a riguardo della vicenda rider”.
Il consigliere Carlo De Ruvo, che ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato a questo documento, una fotografia molto accurata del settore, in particolare per quel che riguarda le attività di magazzino e dell’ultimo miglio. “La logistica – ha evidenziato – è uno dei più importanti comparti abilitanti del dell’economia italiana e le parti sociali hanno dimostrato di capire le criticità del settore, con un grande senso di consapevolezza.
“Si è fatto un buon lavoro – ha detto il consigliere Alessandro Genovesi – per merito di tutti”, apprezzando l’originalità di un tessuto di relazioni industriali che ha prodotto innanzitutto un unico contratto, “un capolavoro delle relazioni industriali, ben strutturato”, ma non applicato per una parte rilevante dei lavoratori del settore. Genovesi ha inoltre ricordato che “abbiamo anche un mondo importante fuori filiera, che quindi è svincolato dall’applicazione contrattuale”. Con le proposte approvate noi avremmo una norma per poter agire e per questo il documento contribuisce “ad andare nella direzione giusta”.
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