PUBBLICATO UNO STUDIO SULL’EVOLUZIONE DEGLI ASSETTI CONTRATTUALI DAL 1993 A OGGI

16 settembre 2026

Un’esplorazione dell’Archivio dei CCNL

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha pubblicato oggi, nell’ambito della collana istituzionale “Casi e materiali di discussione: mercato del lavoro e contrattazione collettiva”, il documento di studio “La disciplina degli assetti contrattuali negli accordi interconfederali dal 1993 ad oggi: un’esplorazione dell’Archivio del CNEL”, realizzato da Simona Bilancia, borsista di ricerca del CNEL, e da Larissa Venturi, direttore generale per la programmazione e il coordinamento delle politiche settoriali del CNEL. Nell’indagine si analizza l’evoluzione degli assetti contrattuali espressi negli accordi interconfederali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a partire dal 1993, attraverso un’esplorazione del materiale contenuto nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi del CNEL.

Lo studio esamina 28 testi di accordi interconfederali pubblicati nella relativa sezione dell’Archivio del CNEL, selezionando il materiale in modo da tenere in considerazione gli accordi che hanno disciplinato o modificato, direttamente o indirettamente, gli assetti contrattuali dal 1993 in avanti e unicamente le intese sottoscritte dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tale selezione è supportata dal numero complessivo di CCNL sottoscritti sul tavolo principale delle trattative da queste organizzazioni e dalla platea di imprese e lavoratori cui risultano applicati i contratti nazionali di categoria sottoscritti.

In particolare, in base ai dati aggiornati all’anno 2025 reperibili dall’Archivio nazionale dei contratti collettivi del CNEL, con riferimento ai soli contratti nazionali di categoria e ad esclusione dei contratti “di mestiere” per dirigenti, il sistema Confindustria, unitamente a CGIL, CISL e UIL governa 50 CCNL applicati a 133.011 imprese e 4.145.701 lavoratori. A questi bisogna sommare ulteriori 7 CCNL sottoscritti da federazioni aderenti a Confindustria unitamente a federazioni aderenti ad altri sistemi contrattuali, per un totale complessivo di 57 CCNL, con una copertura pari a 227.946 imprese e a 5.628.026 lavoratori.

Il sistema Confcommercio - CGIL, CISL e UIL contempla un numero di CCNL pari a 19, che coprono 488.017 aziende e 3.323.126 dipendenti, a cui bisogna aggiungere ulteriori 5 CCNL sottoscritti anche da altre federazioni datoriali, per un totale complessivo di 24 CCNL, applicati da 633.667 imprese e a una platea di 4.855.222 lavoratori.

Il sistema CNA, Casartigiani, CLAAI e Confartigianato con CGIL, CISL, UIL governa 16 CCNL, applicati a 1.274.159 dipendenti e 316.663 aziende, ai quali va aggiunto un ulteriore CCNL che riunisce federazioni datoriali aderenti a Confetra, Confindustria, Confcommercio e Legacoop, Confcooperative e AGCI, per un totale di 17 CCNL, che si applicano a 352.507 aziende artigiane e 1.851.631 lavoratori.

Il sistema Legacoop, Confcooperative e AGCI insieme a CGIL, CISL e UIL contempla 12 CCNL che si applicano a 15.085 imprese e a 595.172 lavoratori, cui si sommano ulteriori 8 CCNL sottoscritti unitamente a federazioni datoriali aderenti ad altri sistemi contrattuali, che coprono ulteriori 210.361 imprese e 2.542.395 lavoratori, per un totale complessivo di 225.446 imprese e 3.137.567 dipendenti, ferme restando le precisazioni evidenziate dalla ricerca.

Infine, il sistema contrattuale Confapi unitamente a CGIL, CISL e UIL riguarda 8 CCNL, con copertura pari a 654.980 dipendenti e a 64.437 imprese. A queste cifre bisogna aggiungere un ulteriore CCNL sottoscritto unitamente a Legacoop, Confcooperative e AGCI, per un totale di 9 CCNL, applicati a 75.223 imprese di piccole dimensioni e a 1.058.116 lavoratori.

Quanto al sistema Coldiretti, Confagricoltura e CIA non vi sono dati che attestano con esattezza il numero di lavoratori e imprese che applicano i CCNL sottoscritti da queste organizzazioni insieme a CGIL, CISL e UIL, in quanto il settore agricoltura non è tracciato unicamente dai flussi informativi Uniemens, anche se vi sono stime che ipotizzano 170.000 imprese e oltre 1 milione di dipendenti.

Il materiale contrattuale è stato analizzato attraverso una scansione temporale in quattro fasi, che ha consentito di mettere in evidenza le linee evolutive comuni ai diversi sistemi, e attraverso una tassonomia delle variabili presenti negli accordi interconfederali, al fine di verificare in che termini sia stato realizzato, nei vari sistemi, il decentramento contrattuale. Dalla ricerca emerge che la formula del decentramento contrattuale fondata su due livelli negoziali non identifica necessariamente uno stesso modello contrattuale, ma piuttosto una cornice entro la quale i vari sistemi di relazioni industriali si differenziano per sedi di decentramento contrattuale e regole di gestione del decentramento, per soggetti titolari della contrattazione e per le materie demandate alla contrattazione decentrata.

Lo studio fornisce una sintesi che ricostruisce gli assetti contrattuali espressi a livello interconfederale che può essere utile alle parti sociali per ripensare i sistemi di relazioni industriali, in vista della possibile firma di un nuovo accordo interconfederale in materia di assetti contrattuali e rappresentanza.

 

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