ECONOMIA. BRUNETTA: DA GENOVESI ALLE BCC UN ALTRO MODO DI FARE BANCA

18 settembre 2026

L'intervento del presidente del CNEL in occasione del Consiglio Nazionale di Federcasse

Un modo di fare banca che nasce dai territori e lavora per le comunità, erede di una tradizione di pensiero economico che l'Italia ha a lungo dimenticato e che oggi torna d'attualità. È il ritratto del credito cooperativo tracciato dal presidente del CNEL, Renato Brunetta, nella lectio introduttiva al Consiglio nazionale di Federcasse, la Federazione delle Banche di credito cooperativo presieduta da Augusto Dell'Erba, riunito oggi a Villa Lubin. "Voi siete i figli di quella storia", ha detto Brunetta rivolgendosi ai vertici delle Bcc e richiamando l'economia civile dell'illuminismo napoletano, da Giambattista Vico ad Antonio Genovesi fino a Gaetano Filangieri.

Al centro dell'intervento la figura di Genovesi, che nel 1754 a Napoli assunse la prima cattedra di economia in Europa, quasi vent'anni prima che Adam Smith pubblicasse la Ricchezza delle nazioni. "Smith scriveva in inglese e aveva davanti a sé l'impero britannico in espansione. Il nostro Genovesi scriveva in italiano e aveva davanti i Borboni al tramonto. La storia la conosciamo. Smith è diventato la base teorica, la cassetta degli attrezzi delle rivoluzioni industriali che si insegna nelle università. Di Genovesi stiamo riscoprendo oggi il valore, come antidoto alle derive della contemporaneità". Due visioni opposte, ha spiegato Brunetta. "Nella cassetta smithiana l'egoismo individuale, sommato a quello degli altri, diventa ottimo collettivo, diventa valore. Genovesi dice esattamente il contrario. La felicità è delle comunità, il benessere deve essere diffuso, e la somma delle felicità dei singoli non basta. Il compito è produrre la felicità pubblica, la felicità dei territori". Una tradizione che "come un fiume carsico si inabissa e poi riaffiora", ha aggiunto, "e riaffiora in voi, nel modo di fare banca del credito cooperativo".

"Quando una banca sta dalla parte dei territori, delle famiglie e delle imprese e persegue il benessere collettivo, tassazione, regolazione e contratti di lavoro devono essere coerenti con questa missione, e quindi diversi da quelli pensati per istituti che creano valore per azionisti più o meno concentrati", ha osservato Brunetta. Il credito cooperativo, per il presidente del CNEL, è anche un argine alla desertificazione. "Nel mondo del capitalismo verticale, delle piattaforme e degli algoritmi, i corpi intermedi sono quasi dei disturbatori, e i territori non esistono. Nel mondo di Genovesi e del credito cooperativo sono invece i veri agenti dell'orizzontalità, di un valore che diventa crescita delle famiglie, delle imprese, dei territori". Una lente con cui leggere anche il risiko bancario in atto, che "se non è guidato da una visione che metta al centro le esigenze e il benessere dei cittadini, rischia di penalizzare pezzi importanti della società in nome degli utili e della capitalizzazione degli istituti".

L'economia civile e i corpi intermedi, ha ricordato Brunetta, sono "l'essenza" del CNEL fin dal suo ultimo insediamento nel settembre 2023. È un filo che lega il Consiglio anche a Federcasse, e che oggi passa per il progetto di ricerca triennale sull'economia civile condotto con LUMSA, Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Roma Tor Vergata e sostenuto dalle Bcc. "Non facciamo rivoluzioni. Stiamo ricostruendo una nuova cassetta degli attrezzi, perché ne possano nascere politiche diverse", ha concluso Brunetta, ringraziando le Bcc come "agenti di questa seconda storia".

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