Fondamentale una conoscenza attendibile dei contratti applicati e della loro effettiva diffusione
Approvato dall’Assemblea del CNEL un Parere inerente alla Relazione della Commissione europea sui dati trasmessi dagli Stati membri in merito alla tutela garantita dal salario minimo e sui piani d’azione per promuovere la contrattazione collettiva, ai sensi della Direttiva 2022/2041. Il CNEL valuta positivamente l’avvio del monitoraggio europeo, che conferma una linea già indicata nei documenti del Consiglio: la questione salariale non può essere affrontata soltanto attraverso nuovi standard normativi, ma richiede una conoscenza attendibile dei contratti applicati, dei relativi livelli retributivi e della loro effettiva diffusione.
Il Parere – presentato in Assemblea dal consigliere Michele Tiraboschi, presidente della Commissione dell’Informazione – richiama il percorso svolto dal CNEL proprio in questa prospettiva, che ha trovato ulteriore sostegno e rilancio grazie alle innovazioni introdotte dal decreto-legge 62/2026, volte a costruire un’infrastruttura pubblica della conoscenza della contrattazione collettiva e delle retribuzioni, capace di rendere maggiormente osservabili, comparabili e verificabili gli assetti retributivi definiti dai contratti.
Il primo monitoraggio europeo ha evidenziato, tuttavia, per l’Italia una rappresentazione ancora incompleta dei dati retributivi. Trova quindi conferma l’esigenza di disporre di serie informative continue e metodologicamente omogenee. L’obiettivo è arrivare a una conoscenza che non si limiti al dato aggregato sulla copertura contrattuale, ma consenta di individuare quali contratti siano effettivamente applicati nei diversi settori, i livelli di inquadramento e i relativi trattamenti retributivi, la quota di lavoratori coperta dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, la dinamica dei rinnovi e l’andamento delle retribuzioni anche per genere, età, territorio, settore e dimensione d’impresa.
È pertanto prioritario definire, in vista della prossima comunicazione biennale alla Commissione europea, un quadro metodologico nazionale stabile e condiviso, valorizzando al meglio il patrimonio informativo dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi istituito presso il CNEL e la sua piena integrazione con gli altri sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche
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