Il presidente del CNEL a Radio 24 parla del volume “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale. Per un governo delle transizioni”
“La desertificazione dei corpi intermedi significa la desertificazione della democrazia”. Lo ha affermato Renato Brunetta, presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), ospite di Dino Pesole a “A conti fatti, la storia e la memoria dell'economia” su Radio 24. Al centro della puntata il volume “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale. Per un governo delle transizioni”, pubblicato su iniziativa del CNEL da Il Mulino e curato dal professor Brunetta con Leonardo Becchetti, Flavio Felice, Enrico Giovannini e Giorgio Vittadini, che nelle 502 pagine affrontano temi di rilievo come la finanza sociale, la democrazia pluralista, lo sviluppo sostenibile, la sussidiarietà. Una seconda parte del libro è dedicata al CNEL, alla sua iniziativa legislativa e alla sua unicità tra i consigli economici e sociali europei.
“C'è stato un momento in cui si è pensato che i corpi intermedi, con questa loro complessità, potesse essere eliminata, desertificata, e che ci dovessero essere solo i leader politici e il popolo”, ha ricordato il presidente del CNEL. “Così era più facile governare, era più facile rispondere ai bisogni della gente”. Per Brunetta il conto è arrivato nelle urne. “Ma alla fine si va sempre meno a votare e la credibilità della politica, quella tradizionalmente intesa, è sempre più bassa”.
“La società non ammette vuoti”, ha proseguito Brunetta. “Dove i corpi intermedi arretrano, lo spazio lo occupano altri, talvolta preoccupanti. Sono le piattaforme algoritmiche, i potentati, il deep state, poteri verticali che non rispondono a nessuno e che della democrazia sono l'antitesi. Oggi le democrazie muoiono raramente per un colpo di Stato. Si consumano lentamente, per sfiducia e polarizzazione. Rafforzare i corpi intermedi vuol dire curare la democrazia dal basso”.
Per il presidente del CNEL la risposta è già nella Costituzione. “I padri costituenti furono saggi. All'articolo 99 previdero un luogo dove i corpi intermedi si riunissero e avessero rappresentanza e voce, anche istituzionale. Quel luogo è il CNEL, la ‘casa dei corpi intermedi’. Per anni è stato maltrattato e insultato proprio da chi voleva eliminare ogni intermediazione tra leader e popolo, per poi manipolare questo rapporto, come hanno fatto i tanti populismi. Da poco più di tre anni lavoriamo per renderla una casa abitata, che studia e fa proposte, anche con l'iniziativa legislativa che la Costituzione ci riconosce. I corpi intermedi sono la struttura stessa di quella democrazia orizzontale che abbiamo perso e che dobbiamo riscoprire”.
Secondo Brunetta i corpi intermedi sono indispensabili davanti alle “bufere” delle transizioni. “Non a caso il sottotitolo del libro è ‘Per un governo delle transizioni’, cioè dei grandi cambiamenti in tempi brevissimi. C'è la transizione demografica, perché non ci sono più coppie che fanno figli, soprattutto nel mondo ricco. C'è quella energetica e climatica, ci sono le guerre che scoppiano ormai senza più alcun controllo, e poi la transizione digitale, fino all'intelligenza artificiale. Nessuna di queste si governa per decreto. Tutte chiedono consenso e mediazione. Hanno bisogno di orizzontalità, di democrazia, di rappresentanza. Se lasciamo fuori i corpi intermedi, le transizioni diventano fratture sociali”.
Le radici di questa visione, per Brunetta, sono nella Napoli del Settecento. “Antonio Genovesi, che nel 1754 ebbe a Napoli la prima cattedra di economia d'Europa, è l'inventore di un'economia letta come luogo della società civile, dell'orizzontalità, della felicità pubblica. Sono messaggi che sembrano modernissimi e vengono da lontano, fin dalla Napoli di Giambattista Vico. Il Presidente Mattarella citò Genovesi in un messaggio all'assemblea di Confindustria nel settembre 2023. Pochi giorni prima avevo comprato i due volumi della seconda edizione delle “Lezioni di Economia civile” dell’economista napoletano. Quando il Presidente venne al CNEL per l'insediamento della consiliatura, il 22 settembre 2023, glieli regalai. Da lì è nato questo impianto di studio e di ricerca, e il libro ne è il primo tassello. Lo portiamo avanti con la LUMSA e altri atenei. Il 2 novembre prossimo ne discuteremo a Villa Lubin con studiosi di oltre venti università italiane ed europee”.
“È una cassetta degli attrezzi diversa da quella di Adam Smith, che ventidue anni dopo l'inaugurazione della cattedra di Genovesi teorizzò ‘La ricchezza delle nazioni’”, ha concluso Brunetta. “Genovesi aveva messo al centro il bene comune e la felicità, termini straordinari, i più adatti a governare le transizioni. Una società ridotta alla somma di interessi individuali è una società fredda. L'egoismo per governarle non serve, anzi ne è l'antitesi. Le transizioni si governano con l'orizzontalità delle comunità, dei territori, dei beni comuni e delle reti".
- Cliccare qui per l'intervista
- Cliccare qui per la copertina del libro
- Cliccare qui per la quarta di copertina
- Cliccare qui per l'indice
- Cliccare qui per l'introduzione del presidente del CNEL Renato Brunetta
.png?sfvrsn=8865c34e_9)