I consiglieri Falabella, Minunzio e Valastro hanno condiviso l’esperienza maturata nel CNEL e nel mondo associativo italiano
I consiglieri del CNEL Vincenzo Falabella, Emilio Minunzio e Rosario Valastro, rappresentanti del Terzo settore, hanno partecipato oggi, presso il Parlamento europeo, all’incontro "Il Terzo settore in Europa: dalla certezza delle regole alle nuove sfide sociali", insieme al viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci e all’europarlamentare Denis Nesci, del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR).
L’incontro ha offerto un’occasione di confronto sul ruolo del Terzo settore nella costruzione di un’Europa più inclusiva e solidale, approfondendo il rapporto tra certezza del quadro normativo, sostenibilità delle attività e capacità di rispondere ai nuovi bisogni delle persone e delle comunità.
I consiglieri, anche in quanto rappresentanti del mondo associativo, hanno portato l’esperienza italiana, evidenziando il contributo delle organizzazioni del Terzo settore all’evoluzione delle politiche sociali e al rafforzamento della coesione del Paese. Un patrimonio di competenze, partecipazione e impegno quotidiano che trova nei territori la sua espressione più concreta.
Nel corso del confronto è stata condivisa anche l’esperienza maturata all’interno del CNEL, sede istituzionale di dialogo tra le forze economiche, sociali e associative. Attraverso l’ascolto, lo studio e l’elaborazione di proposte, il Consiglio contribuisce a mettere in relazione i bisogni delle comunità con le scelte pubbliche, valorizzando l’apporto del Terzo settore e la sua capacità di individuare risposte alle trasformazioni sociali.
Al centro del dibattito, le principali riforme nazionali riguardanti la disabilità, lo sport e la protezione civile: ambiti nei quali l’associazionismo e il volontariato svolgono una funzione essenziale per promuovere i diritti, favorire la partecipazione e rafforzare la capacità delle comunità di affrontare fragilità ed emergenze. Le esperienze illustrate hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e realtà associative per costruire interventi vicini alle persone.
Un altro tema centrale ha riguardato le misure fiscali a sostegno del Terzo settore, con particolare attenzione al recente via libera europeo ai Titoli di solidarietà, successivo al riconoscimento delle agevolazioni fiscali per il comparto. Questi strumenti consentiranno alle banche di raccogliere risorse da destinare al finanziamento delle attività degli enti del Terzo settore, offrendo ai cittadini e agli investitori che li sottoscriveranno un trattamento fiscale agevolato, equiparato a quello previsto per i Titoli di Stato.
Si aprono così nuove opportunità per sostenere progetti di solidarietà, servizi di prossimità e percorsi di inclusione, anche a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sarà essenziale che queste opportunità si traducano in strumenti concretamente accessibili anche alle realtà associative più piccole, valorizzandone il radicamento nei territori e il contributo al bene comune.
Il confronto al Parlamento europeo ha rappresentato un’opportunità per portare l’esperienza italiana nel dibattito sulle politiche sociali europee. Rafforzare il Terzo settore significa investire nella tutela dei diritti, nella partecipazione e nella qualità della vita delle comunità: un impegno che richiede regole chiare, risorse adeguate e un dialogo costante tra istituzioni e società civile.
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