Ha aperto i lavori il segretario generale Massimiliano Monnanni
Si è tenuta oggi, nella sala Meuccio Ruini del CNEL, la presentazione del Rapporto annuale “L’Atlante della Fame in Italia”, realizzato in collaborazione con Ipsos da Azione Contro la Fame, organizzazione umanitaria internazionale attiva in più di 50 paesi.
Ha aperto i lavori il segretario generale del CNEL, Massimiliano Monnanni, richiamando il ruolo e l’impegno del Consiglio in materia di politiche sociali ed evidenziando l’esigenza di affiancare alle attività di analisi e studio della povertà anche un monitoraggio mirato sulla gestione delle eccedenze alimentari nella ristorazione, nel commercio e a livello industriale. Un percorso su cui vanno coinvolte, ha sottolineando Monnanni, tutte le forze economiche e sociali rappresentate al CNEL, e da compiersi in stretta sinergia con il volontariato. “Sappiamo – ha affermato il segretario generale – che la questione delle eccedenze alimentari ha sempre avuto una grande attenzione da parte del Terzo Settore. Credo che sia necessario anche valutare possibili interventi normativi, perché ci rendiamo conto che la gestione del sistema delle eccedenze pone una serie di problemi soprattutto ai piccoli esercizi commerciali. Da questo punto di vista il CNEL è assolutamente disponibile”.
Tra gli altri, è intervenuta la consigliera del CNEL Enrica Morlicchio, offrendo una lettura strutturale del fenomeno a partire dal dato sui minori, che vede in Italia circa 1,3 milioni di bambini in povertà assoluta, una soglia rimasta stabilmente sopra il milione negli ultimi anni. Morlicchio ha sottolineato come la famiglia agisca da ammortizzatore e fattore protettivo verso i più piccoli – spesso a prezzo di pesanti rinunce da parte degli adulti, in primis delle madri –, trasformandosi però in cinghia di trasmissione del disagio in assenza di redditi stabili. La consigliera ha posto l'accento sulla povertà alimentare, che "non è un problema di disponibilità del cibo”, bensì di fallimento nei diritti di accesso, aggravato dalla caduta del potere d'acquisto e dai limiti di misure di welfare ancora troppo categoriali. Morlicchio ha infine invitato a stimare i costi sanitari della malnutrizione infantile e a considerare la spesa sociale come un investimento.
Il rapporto, arrivato alla seconda edizione, traccia il quadro della povertà alimentare in Italia, e presenta i risultati di un’indagine sui nuclei domestici con figli in difficoltà a Milano, Napoli e Bari. L’indagine analizza gli ostacoli che impediscono a queste famiglie di uscire dalla loro condizione, con un’attenzione particolare alle politiche di welfare e alla difficoltà di conciliare lavoro e vita privata.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle Giornate contro la fame, il ciclo di incontri promossi da Azione contro la fame.
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