Il vicepresidente del CNEL, intervenuto a Firenze in rappresentanza del presidente Renato Brunetta: «Costruiamo insieme alle Regioni una legge quadro nazionale per rilanciare i territori e garantire i servizi di cittadinanza»
Promuovere nel 2027 gli Stati Generali delle aree interne e montane, attraverso un percorso nazionale di ascolto e partecipazione che veda le Regioni protagoniste, assumendo il disegno di legge approvato dal CNEL il 28 gennaio 2026 come base per l’elaborazione condivisa di una legge quadro nazionale.
È la proposta avanzata dal vicepresidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Claudio Risso, intervenuto oggi, in rappresentanza del presidente Renato Brunetta, alla seduta della Commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nell’ambito del Festival delle Regioni in corso a Firenze. La riunione si è svolta presso la sede del Consiglio regionale della Toscana, con il coordinamento dell’assessore Leonardo Lotto.
«Le aree interne e montane non sono una questione marginale. Sono una grande questione nazionale, che riguarda la coesione sociale, l’equilibrio territoriale e il futuro del Paese», ha affermato Risso, sottolineando la necessità di superare politiche prevalentemente compensative per costruire nuove opportunità di sviluppo e ripopolamento.
Il vicepresidente ha richiamato il percorso avviato dal CNEL nel 2024 con lo studio sulla demografia delle aree interne e montane, elaborato con il contributo del professor Alessandro Rosina, consigliere esperto del CNEL, proseguito con l’istituzione del Gruppo di lavoro sulla rigenerazione e il ripopolamento delle aree territoriali marginali, coordinato dallo stesso Risso, e culminato nell’approvazione, il 28 gennaio 2026, del disegno di legge sulla rigenerazione e il ripopolamento delle aree interne e montane, il rafforzamento dei servizi di cittadinanza e lo sviluppo locale sostenibile.
«La distanza geografica non può trasformarsi in una disuguaglianza nei diritti», ha evidenziato Risso, richiamando la necessità di garantire sanità, istruzione, mobilità, servizi sociali e connettività attraverso modelli organizzativi adeguati alle specificità dei territori.
La proposta legislativa del CNEL individua cinque direttrici fondamentali: il diritto alla prossimità, le misure per favorire la residenzialità e il ritorno dei giovani, lo sviluppo delle economie locali attraverso agricoltura, artigianato, turismo sostenibile, cooperazione ed economia sociale, il rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli Comuni e la valutazione dei risultati effettivamente conseguiti.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della sanità territoriale e alla necessità di considerare le caratteristiche demografiche, sociali e geografiche nella distribuzione delle risorse.
«Curare una persona in montagna può comportare costi diversi rispetto a una città. Ma il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale», ha ricordato il vicepresidente, richiamando il documento approvato dal CNEL nel giugno scorso sui nuovi criteri di riparto della spesa sanitaria.
Risso ha inoltre evidenziato il contributo che le rappresentanze economiche e sociali, il mondo della cooperazione, il Terzo settore e le reti territoriali possono offrire alla rigenerazione dei territori, ricordando l’istituzione, nel luglio 2026, del Forum CNEL-TER – Territori, Economia, Rappresentanza, concepito come una rete di reti capace di collegare le esperienze già attive nelle comunità locali.
Nel richiamare i protocolli sottoscritti dal CNEL con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel febbraio 2024 e con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali nell’ottobre 2025, Risso ha sottolineato la volontà di rendere sempre più operativa la collaborazione tra le istituzioni e le rappresentanze sociali.
L’obiettivo è anche quello di assicurare un coordinamento tra la nuova legislazione sulla montagna, la Strategia nazionale per le aree interne, le programmazioni regionali e le politiche europee di coesione, anche in vista del quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
La proposta centrale dell’intervento riguarda gli Stati Generali del 2027, che il CNEL intende promuovere coinvolgendo Regioni, assemblee legislative, enti locali, parti sociali, Terzo settore, mondo della ricerca, giovani e reti degli italiani all’estero.
«Da questa sede, anche a nome del presidente Brunetta, desidero rivolgere una proposta precisa alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: costruiamo insieme gli Stati Generali del 2027, affidando alle Regioni un ruolo da protagoniste nella loro preparazione».
«E assegniamo a questo percorso un obiettivo concreto. Assumere il disegno di legge approvato dal CNEL il 28 gennaio 2026 come base per elaborare congiuntamente una legge quadro nazionale sulle aree interne e montane».
«Non abbiamo bisogno di un’altra stagione di interventi episodici. Abbiamo bisogno di una politica nazionale stabile, fondata su responsabilità condivise e risultati verificabili», ha concluso Risso.
«La vera sfida non è soltanto impedire che questi territori si svuotino. È fare in modo che tornino a essere luoghi nei quali valga la pena vivere, lavorare, investire e costruire il proprio futuro».
.png?sfvrsn=8865c34e_9)