Bitti: "L’obiettivo è rafforzare la capacità delle pubbliche amministrazioni, in sinergia con il Terzo settore, nel dare risposte alle fragilità emergenti"
L’Assemblea del CNEL ha approvato un disegno di legge che delega il Governo al riordino della disciplina dei servizi e delle politiche sociali attraverso l’adozione di un Testo unico delle disposizioni in materia di sistema integrato di interventi e servizi sociali.
La proposta punta a superare la frammentazione normativa attraverso il coordinamento delle disposizioni vigenti, a oltre venticinque anni dalla legge quadro n. 328 del 2000, semplificando le procedure e garantendo un’attuazione uniforme dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) su tutto il territorio nazionale, senza ridurre le tutele esistenti.
Tra le principali novità figurano il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari, anche attraverso le Case della Comunità e la valorizzazione dei progetti di vita personalizzati per le persone con disabilità. Particolare attenzione è dedicata al sostegno alle famiglie e ai caregiver, alla prevenzione delle condizioni di fragilità e al pronto intervento sociale. Viene messo in luce, inoltre, il ruolo delle parti sociali e degli enti del Terzo settore nella programmazione, co-programmazione e co-progettazione degli interventi.
Un altro obiettivo centrale riguarda la semplificazione amministrativa e la digitalizzazione dei servizi, attraverso l’integrazione delle banche dati pubbliche e l’applicazione del principio once only, per evitare di richiedere ai cittadini informazioni e documenti già in possesso delle amministrazioni. È previsto anche il ricorso a tecnologie digitali e sistemi di intelligenza artificiale, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
Vengono anche rafforzati gli strumenti di monitoraggio e valorizzato il ruolo dell’Osservatorio nazionale sui servizi sociali territoriali istituito presso il CNEL.
Il disegno di legge prevede che l’adozione del Testo unico avvenga entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, salvaguardando le tutele esistenti e il coinvolgimento delle parti sociali.
“La proposta di legge – ha dichiarato il consigliere Fiovo Bitti, relatore del provvedimento – è il frutto di un’intensa fase di confronto fra le parti sociali e le istituzioni presenti all’interno dell’Osservatorio nazionale sui servizi sociali territoriali del CNEL. Essa si inserisce in un percorso virtuoso che ha già portato alla presentazione di altre tre proposte di legge in materia di Aziende pubbliche di servizi alla persona, di revisione ragionata della legge quadro 328 del 2000 sui servizi e gli interventi sociali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore. Le enormi sfide sociali e demografiche che attendono il nostro Paese richiedono un aggiornamento degli strumenti a disposizione delle famiglie, degli enti locali e degli operatori professionali, con l’obiettivo di arrivare ad interventi sempre più mirati sulle esigenze delle persone, valorizzando il ruolo degli Ambiti territoriali sociali. Non si tratta di stravolgere un quadro consolidato negli anni, ma di rendere ancora più efficace ed efficiente l’azione quotidiana dei servizi sociali, rafforzando la capacità delle pubbliche amministrazioni, in sinergia con il Terzo settore, di dare risposte alle fragilità emergenti”.
Nel dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti i consiglieri Rossana Dettori, Enrica Morlicchio, Alessandro Geria e Valeria Termini, che hanno apprezzato il provvedimento. Dettori ha sottolineato il valore di un testo che finalmente riunisce tutte le norme sui servizi sociali. Ha richiamato l’importanza di formare gli operatori, che devono affrontare bisogni nuovi di famiglie e giovani, e l’impegno a sostenere il disegno di legge anche in Parlamento. Morlicchio ha proposto di approfondire nel prossimo Rapporto sulla produttività come si misura la produttività nei servizi alla persona: i LEPS devono garantire che le prestazioni ci siano e che siano di qualità. Geria ha annunciato un voto convintamente favorevole e ha ricordato che i servizi sociali seguono oltre 2,3 milioni di persone, per un terzo minori e famiglie con figli. Ha chiesto di considerarli un investimento strutturale, non solo assistenziale, cioè un’infrastruttura necessaria perché anche le riforme, a partire da quelle del PNRR, diano tutti i loro risultati. Termini, infine, ha apprezzato la visione complessiva e l’impostazione analitica del lavoro.
.png?sfvrsn=8865c34e_9)