Dalla tradizione dei corpi intermedi al plusvalore della sussidiarietà: le parole dei relatori che hanno aperto la giornata di lavoro seminariale
Dopo il panel di scenario che ha aperto i lavori di “Economia civile: lo stato dell’arte”, la mattinata a Villa Lubin è entrata nel merito con gli interventi introduttivi di Luigino Bruni, Leonardo Becchetti ed Emanuele Rossi e con la lectio di Luca Antonini. Quattro voci che hanno tracciato le coordinate per le sessioni tematiche della giornata di lavoro seminariale: le radici storiche dei corpi intermedi, il rinnovamento del paradigma economico, la definizione giuridica delle libertà sociali e il valore costituzionale della sussidiarietà.
BRUNI: VALORIZZARE I CORPI INTERMEDI PER RISCOPRIRE UNA COMPONENTE ESSENZIALE DELLA NOSTRA STORIA
«I corpi intermedi sono l’altro nome della tradizione economica italiana: una storia che affonda le proprie radici nel Medioevo e che ha contribuito a plasmare l’identità economica e sociale del nostro Paese. Monasteri, francescani, mercanti e associazioni hanno dato vita, nel corso dei secoli, a esperienze capaci di intrecciare attività economica, solidarietà e attenzione al bene comune. Una storia che ci ricorda come l’economia italiana sia nata dalla capacità delle comunità di organizzarsi, cooperare, creare legami e rispondere ai bisogni delle persone. Questa tradizione trova nell’economia civile, formulata da Antonio Genovesi nel Settecento, una delle sue espressioni più significative. Riscoprirla significa riconoscere che l’economia non è solo produzione di ricchezza, ma anche relazione, fiducia e responsabilità sociale. Oggi, valorizzare i corpi intermedi significa riscoprire una componente essenziale della nostra storia e, al tempo stesso, investire nella capacità della società civile di contribuire allo sviluppo del Paese. La sussidiarietà è il principio che permette di riconoscere e sostenere questa capacità, promuovendo la collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità», ha affermato Luigino Bruni, ordinario di Economia politica all’Università LUMSA.
BECCHETTI: SERVE UN RINNOVAMENTO RADICALE DEL PARADIGMA ECONOMICO PER SUPERARE LE SFIDE DI OGGI
«Le sfide temibili che stiamo vivendo (conflitti bellici, diseguaglianze, emergenza climatica) richiedono per essere superate un rinnovamento radicale del paradigma economico. Che faccia comprendere come la realtà più ricca e generativa della comunità globale sia quella dei giochi a somma positiva dove l’altro non è un nemico che mi contende la fetta di una torta di dimensioni date ma colui con il quale posso costruire torte più grandi. E’ così che il meglio della nostra civiltà ha generato progresso creando processi che hanno moltiplicato la capacità di creare ricchezza economica, aumentato enormemente la popolazione mondiale e l’aspettativa di vita. L’economia civile (e il Manifesto del Rinascimento Economico firmato da 300 colleghi) è questo nuovo paradigma che supera quello del passato con visioni meno anguste della persona, dell’impresa, del valore e della politica economica. Al centro ci sono intelligenza relazionale (la capacità di fare la quinta operazione ovvero uno con uno che fa sempre più di due) e la capacità di percorrere l’ultimo miglio della soddisfazione e ricchezza di senso di vita che è fatto di qualità di vita di relazioni e di generatività. Il 2 novembre al CNEL l’economia civile fa un nuovo passo in avanti in un incontro dove i suoi principali protagonisti si incontrano per fare il punto della situazione, delineare nuovi percorsi di ricerca e progettare risposte alle principali questioni di policy dei nostri giorni», ha dichiarato Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata.
ROSSI: ECONOMIA SOCIALE, VALORIZZARE PLURALITÀ MANTENENDO CHIARE LE DIFFERENZE
“Il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale del 2 luglio 2026 costituisce un passaggio fondamentale nell’attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 27 novembre 2023. Il Piano traccia una strategia decennale e riconosce il contributo offerto alla crescita e alla coesione sociale dagli enti del Terzo settore, dalla cooperazione, dallo sport dilettantistico e dagli enti religiosi. La sfida consiste nel valorizzare questa pluralità, fondata sui principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà orizzontale, mantenendo chiare le differenze fra soggetti sottoposti a discipline diverse. Una più precisa definizione dei rispettivi ambiti è essenziale per orientare le politiche pubbliche e favorire un’azione coerente e coordinata delle pubbliche amministrazioni, in attuazione del principio costituzionale di buon andamento. La sessione curata dalla Scuola Superiore Sant’Anna prenderà in esame le diverse nozioni che, in ambito normativo, individuano i soggetti della sussidiarietà, considerando quella di formazione sociale già utilizzata dal Costituente nonché quelle di pluralismo sociale o solidale e di enti del Terzo settore per comprendere come tali nozioni possano riferirsi all’ambito e all’azione dell’economia sociale, al fine di provare a definire il concetto di “libertà sociali” cui fa puntuale riferimento anche la giurisprudenza della Corte costituzionale. Ciò consentirà di mettere a fuoco il ruolo dell’economia sociale nel diritto dell’Unione europea e, sul piano nazionale, la relazione con il Codice del Terzo settore, a quasi dieci anni dalla sua approvazione. Prenderà inoltre in considerazione alcune esperienze comparate, tra cui quelle di Francia e Spagna, e il ruolo degli enti territoriali, in particolare delle Regioni, nella promozione delle diverse espressioni del pluralismo sociale”, ha sottolineato Emanuele Rossi, ordinario di Diritto costituzionale e pubblico alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
ANTONINI: OCCORRE NUOVO PROTAGONISMO DEI CORPI INTERMEDI
È seguita la lectio introduttiva di Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale, dal titolo “Il plusvalore della sussidiarietà nell’epoca delle passioni tristi”.
"La Corte costituzionale – ha evidenziato Antonini - ha riconosciuto nel volontariato “una modalità fondamentale di partecipazione civica e di formazione del capitale sociale”. Il passaggio da una cultura del “noi” a una cultura dell’“io” ha conseguenze gravi sulla vita democratica, dall’astensionismo all’antipolitica. Per questo – ha evidenziato Antonini - occorre un nuovo protagonismo dei corpi intermedi, vere e proprie palestre di educazione al bene comune. È qui che la sussidiarietà mostra il suo plusvalore: l’amministrazione condivisa, attraverso co-programmazione e co-progettazione, può realizzare una contaminazione virtuosa tra politica e Terzo settore e ristabilire il legame tra le scelte pubbliche e le effettive esigenze delle comunità. Una democrazia in balia della disintermediazione può restare formalmente tale, ma difficilmente sarà una democrazia sostanziale: il suo cuore sta nella sostanza, e questa c’è se esistono corpi intermedi. Ne discende una duplice responsabilità: delle istituzioni, che devono valorizzare il Terzo settore, e del Terzo settore, che deve mantenere vivo il fuoco della mission ideale. In un’epoca di passioni tristi, il volontariato, animato da passioni positive, può essere un antidoto al rischio di un suicidio delle democrazie".
- Clicca qui per il videointervento di Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica dell'Università LUMSA
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- Clicca qui per il videointervento di Emanuele Rossi, professore ordinario di Diritto Costituzionale e pubblico presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
- Clicca qui per il videointervento di Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale
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