La nota del presidente del CNEL a margine della presentazione del Rapporto annuale INPS
“La storia dell'Inps è una storia di eccellenza, posta al servizio del Paese, volta al benessere dei cittadini, radicata in un’azione capillare di presa in cura delle persone durante tutta la loro vita ‘dalla culla alla bara’. Lo ha giustamente sottolineato il Direttore generale Valeria Vittimberga: da oltre un secolo l’INPS rappresenta un pilastro del sistema di protezione sociale italiano, rispondendo ai bisogni di milioni di italiani. Oggi, con la presentazione della Relazione annuale, l’Istituto ci ha consegnato anche un rilevante contributo sotto il profilo dell’analisi e della valutazione. Particolarmente significative le parole del presidente Gabriele Fava sullo scenario demografico, una delle grandi transizioni della nostra epoca, che può avere impatti rilevantissimi sullo Stato sociale, sul mercato del lavoro, sul sistema previdenziale. È un campanello d’allarme da non dimenticare, così come gli alert lanciati sul gender gap e sulle nuove generazioni. Come ha ribadito il Ministro Calderone, è quindi indispensabile un’azione congiunta per integrare chi resta ancora fuori dal mercato del lavoro, i giovani e le donne in particolare. In questo anche il CNEL è pronto a fare la sua parte, valorizzando i corpi intermedi e nell’ottica di coniugare welfare, inclusione e partecipazione con coesione e sviluppo”.
Così il presidente del CNEL Renato Brunetta, a margine della presentazione del Rapporto annuale INPS.
"INPS IN AIUTO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA"
“Un particolare apprezzamento - aggiunge Brunetta - va al presidente Gabriele Fava per l’impegno profuso dall’INPS nel promuovere percorsi di autonomia ed emancipazione per le donne vittime di violenza attraverso l’erogazione del cosiddetto reddito di libertà. Su circa 6.000 domande presentate all'Istituto, fino a maggio 2024, oltre 2.700 sono state esaminate e già liquidate. Un lavoro enorme che fa da cartina di tornasole per fotografare l'odiosa piaga della violenza sulle donne. Chi percepisce il Reddito di Libertà è per il 41% nata all'estero, nel 37% è nata nelle regioni del Centro Sud e per il 22% al Nord. Una triste geografia che descrive un fenomeno diffuso a macchia d'olio tra i cittadini italiani e gli stranieri. Per contrastarlo efficacemente non vanno lesinate risorse e il Reddito di Libertà. È una prima importante risposta".
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