AL CNEL CONVEGNO “LE DONNE AL VOTO: 80 ANNI DI CONQUISTE SOCIALI”

12 marzo 2026

Brunetta: parità è stato di necessità, attingere ai serbatoi di capitale umano femminile

Si è svolto oggi a Villa Lubin il convegno “Le donne al voto: 80 anni di conquiste sociali”, promosso dal Comitato CNEL per le pari opportunità.  Una mattina di studio, collocata a ottant’anni dall’estensione del diritto di voto alle donne e dalla loro piena eleggibilità, che è stata l’occasione per approfondire il tema della rappresentanza femminile nelle istituzioni e nel mondo del lavoro, come leva di qualità democratica, inclusione e crescita.


 

BRUNETTA: SENZA LE DONNE IL PAESE IMPLODE, NON ABBIAMO ALTRI 80 ANNI DAVANTI

“Oggi in Italia – ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta – abbiamo 24 milioni di occupati, ma se fossimo allineati alle performance del mercato del lavoro dei Paesi del Nord Europa dovremmo averne 28 milioni. Chi manca all'appello? Donne e giovani. Un serbatoio di capitale umano che l'Italia non può permettersi di sprecare. L'ingresso di questi 4 milioni di persone, in gran parte donne, comporterebbe una straordinaria rivoluzione: non avremmo più problemi di sostenibilità del nostro sistema e garantiremo ruolo, dignità e un nuovo equilibrio sociale. Negli 80 anni passati la parità era un impulso etico, culturale, politico e istituzionale. Oggi l’occupazione femminile è uno stato di necessità. Le donne possono salvare questo nostro Paese, la nostra Europa e direi anche il nostro modello occidentale”. 
“Senza le donne oggi il nostro Paese rischia di implodere e le ragioni sono soprattutto demografiche", ha proseguito Brunetta. Di fronte a uno "squilibrio demografico spaventoso", il presidente del CNEL invita a guardare alle risorse del Paese: "Perché non utilizziamo questo straordinario serbatoio di capitale umano che abbiamo in casa? Sono 4 milioni di donne e giovani, mediamente più preparate e più dinamiche, spesso localizzate nel Meridione". 
Brunetta evidenzia un'emergenza che investe direttamente la tenuta dei conti pubblici: "Se un mercato del lavoro di attivi si riduce sempre di più e la platea degli inattivi si allarga, il welfare salta dal punto di vista finanziario. Non potremo più garantire la coesione sociale", ha avvertito. Al contrario, l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro favorirebbe anche la natalità: "Tutte le statistiche dicono che la donna che lavora e che fa carriera fa anche più figli, perché ha un reddito, ha una sua dignità, un'autonomia e un senso di libertà. Questi 4 milioni ci danno anche la speranza della ripresa demografica".
"Siamo in un vicolo cieco demografico, economico, lavoristico", ha incalzato Brunetta. "L'Italia dei prossimi anni può essere salvata solo pescando dentro questi straordinari serbatoi di capitale umano che il nostro Paese, con miopia, egoismo e nessun senso del futuro, ha accumulato. Se non prendiamo decisioni drastiche non ce la faremo, non abbiamo altri 80 anni davanti come comunità". 

 

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Al convegno sono intervenuti, tra gli altri: Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA); Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato; Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico. I lavori sono stati coordinati da Rossana Dettori, presidente del Comitato pari opportunità del CNEL. Il consigliere Fiovo Bitti ha svolto una panoramica su come l’informazione dell’epoca diede copertura alla prima volta del voto alle donne (clicca qui).

 

 

Nel corso del convegno sono stati presentati due studi:


  • una ricognizione storica sulla conquista del voto femminile e sul ruolo delle Madri Costituenti (cliccare qui), a cura di Ilaria Romeo (Fondazione Giuseppe di Vittorio);
  • la ricerca “Dall’elettorato passivo alla rappresentanza effettiva: donne, istituzioni e parità sostanziale a ottant’anni dal 1946”, a cura di Glauco Galati (fellowship CNEL). (Clicca qui per consultare: studio - slides). 

 


PROTOCOLLO D’INTESA


Al termine del convegno è stato siglato un Protocollo d’intesa tra CNEL, Rete dei CUG (Comitati Unici di Garanzia) e Fondazione Rigel, volto a promuovere la parità di genere, il benessere organizzativo e il contrasto a ogni forma di discriminazione, molestia e violenza nei luoghi di lavoro.

 



GLI INTERVENTI


RONZULLI: 80 ANNI FA CON VOTO ALLE DONNE CAMBIÒ LA STORIA DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA


"Ottant’anni fa nel nostro Paese accadde qualcosa che cambiò per sempre la storia della nostra democrazia: milioni di donne entrarono per la prima volta nelle cabine elettorali e non furono più spettatrici della storia, ma protagoniste. Quel voto non fu soltanto un gesto politico, ma una promessa: che la Repubblica italiana sarebbe stata anche delle donne, con un ruolo da protagoniste. Quella promessa non è stata ancora completamente mantenuta. Le donne votano, studiano, anche più degli uomini, lavorano e tengono in piedi interi settori importanti dell’economia reale. Eppure, quando si sale ai piani più alti del potere economico e decisionale, quasi scompaiono. Le donne vogliono partecipare alla vita politica, ma quando si arriva ai ruoli guida il percorso diventa improvvisamente più difficile le difficoltà aumentano. È così anche in altre carriere, come quella diplomatica o nella magistratura. È così nelle grandi aziende. Ci sono però segnali di cambiamento. La società si sta muovendo. Negli ultimi anni ci sono stati passi avanti importanti anche sul piano legislativo, con tante misure, come quella sulla parità salariale, ma anche in tema di natalità e di conciliazione”, così Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato.

 

SEVERINO: LA PARITÀ DI GENERE SIA PRESENTE NEI LUOGHI IN CUI SI FORMA LA CLASSE DIRIGENTE DELLO STATO

"Ottant'anni fa le donne italiane votarono per la prima volta: fu il superamento di una minorità politica e giuridica. Le madri costituenti contribuirono in modo decisivo a plasmare la nostra Carta, ma tra il principio e la sua attuazione si è aperto un tempo troppo lungo. Il diritto è uno strumento potente ma non autosufficiente: non basta intervenire sulle pene, è necessario agire sulla prevenzione e sulla formazione. Come presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione, vedo quanto sia decisivo intervenire sulla formazione della dirigenza pubblica. La cultura della parità deve essere presente nei luoghi in cui si forma la classe dirigente dello Stato. Oggi il tema non è più soltanto l'accesso, ma la progressione delle carriere e la rimozione di ostacoli spesso invisibili. La parità sostanziale non è mai definitiva: è un processo che richiede vigilanza e responsabilità. Non basta ricordare, dobbiamo continuare”. Lo ha affermato in un videomessaggio Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA).

 

DETTORI: PIÙ PARTECIPAZIONE E LIBERTÀ DI SCELTA


“Quando parliamo di partecipazione delle donne non dobbiamo pensare solo all’accesso al lavoro, ma alla libertà di scelta: poter costruire una famiglia e scegliere il proprio percorso professionale senza essere costrette a sostituirsi al welfare. Molte donne che oggi non lavorano si fanno carico dell’assistenza a bambini e anziani perché i servizi non sono sufficienti. Per questo nel nostro Paese c’è ancora molto da fare, non solo per l’accesso all’occupazione ma anche per la qualità del lavoro. E dobbiamo ricordare anche le donne straniere che lavorano nelle nostre famiglie e che hanno bisogno di essere riconosciute e tutelate. Voglio sottolineare il ruolo del Comitato pari opportunità del CNEL. Abbiamo già predisposto un Disegno di legge sui congedi parentali e stiamo lavorando ad altre tre proposte di legge: una dedicata ai percorsi di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza, una sugli orfani di femminicidio e una volta a rafforzare gli strumenti di contrasto alle molestie e alle violenze nei luoghi di lavoro”. Così Rossana Dettori, presidente del Comitato CNEL per le pari opportunità.

 

DE MICHELI: LA VERA SFIDA È LA LIBERTÀ DELLE DONNE, SENZA LAVORO E PARITÀ SALARIALE NON C’È SCELTA

“La questione centrale è la libertà: la libertà di scegliere e quella di essere scelte, che può esistere solo in un contesto culturale davvero avanzato. Nella mia esperienza, anche in settori tradizionalmente maschili, ho visto quanto i pregiudizi siano ancora radicati. Per questo la vera sfida non è il successo di poche donne, ma creare le condizioni perché possano riuscirci tutte. Senza lavoro, reddito e parità salariale non esiste una libertà reale. A questo si aggiungono l’organizzazione della società e la possibilità di conciliare vita professionale e personale, che restano nodi fondamentali. Serve quindi un cambiamento culturale profondo, sostenuto da donne e uomini insieme, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, anche nei nuovi media". Lo ha sottolineato Paola De Micheli, deputata del Partito democratico.

 


IL DDL DELEGA SUI CONGEDI PARENTALI

Nel quadro dell’impegno in tema di pari opportunità il CNEL ha approvato il 25 novembre scorso un Disegno di legge delega sui congedi parentali (clicca qui).

Il Ddl è composto di due articoli. L’articolo 1 delega il Governo a adottare uno o più decreti legislativi in materia di congedo parentale, al fine di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione dei carichi familiari. Nell’esercizio della delega, il Governo è tenuto ad intervenire per eliminare l’attuale penalizzazione retributiva e pensionistica nella fruizione dei congedi parentali, ad innalzare l’indennizzo in rapporto alla retribuzione, a estendere fino ai 14 anni di età del figlio o della figlia il periodo di fruizione, a garantire in caso di affidamento esclusivo l’utilizzo del periodo non goduto dall’altro genitore. L’articolo 2 subordina l’entrata in vigore di uno o più decreti legislativi all’effettiva copertura delle misure previste.

 

PER APPROFONDIRE:

  • Rapporto CNEL-ISTAT, 6 marzo 2025 (clicca qui)
  • Relazione CNEL sui servizi pubblici: focus tematico su imprenditoria femminile, 14 ottobre 2025 (clicca qui)
  • Documento di Osservazione e Proposte CNEL, 24 ottobre 2024 (clicca qui)