Iniziativa promossa dal CNEL per un’effettiva integrazione degli stranieri
Si è svolto oggi a Villa Lubin il seminario “Tracciare la rotta: riconoscimento delle competenze, diritti e orientamento al lavoro per un’effettiva integrazione dei lavoratori immigrati”. Un’iniziativa promossa dall’Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche di integrazione degli stranieri (ONC), istituito presso il CNEL e presieduto dal consigliere Rosario Maria Valastro.
Ha aperto i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta (cliccare qui per il video-intervento).
A seguire l’intervento del presidente della Fondazione ISMU, Gian Carlo Blangiardo, che ha ricordato come in Italia vivano circa 5,6 milioni di cittadini stranieri, ai quali si aggiungono oltre 2 milioni di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana: “il fenomeno non è marginale", ha osservato, sottolineando il contributo della popolazione straniera alla vitalità demografica del Paese, al quale offre “una boccata d’ossigeno”. Blangiardo ha evidenziato tre aspetti centrali: il fabbisogno di lavoratori, la limitata capacità dell’Italia di attrarre competenze e lo spreco del capitale umano già presente. Secondo i dati Istat illustrati, tra 100 laureati stranieri circa 78 possiedono un titolo conseguito all’estero e non riconosciuto in Italia. “Lo spreco è molto evidente”, ha detto il presidente di ISMU, richiamando anche la spirale che porta molti lavoratori a adattarsi a occupazioni che non valorizzano il percorso di studi da loro compiuto. Il mancato riconoscimento dei titoli porta persone qualificate a svolgere mansioni inferiori rispetto alle competenze possedute, alimentando un “circolo vizioso del capitale umano”.
Tema centrale del seminario è stato proprio il fenomeno del “brain waste”, lo spreco di cervelli, ossia la dequalificazione professionale dei lavoratori stranieri, spesso occupati in mansioni non corrispondenti ai titoli di studio e alle competenze acquisiti nei Paesi di origine, nonostante la carenza di profili specialistici in settori strategici come la sanità, la manifattura avanzata e i servizi alla persona.
TRE TAVOLI DI LAVORO
I lavori si sono articolati su tre livelli fondamentali per intervenire con successo sul fenomeno del brain waste:
Tavolo 1: armonizzazione normativa e buone pratiche di analisi funzionale e sistemica tra il quadro giuridico e le procedure amministrative applicate dagli operatori; identificazione di percorsi di supporto nei cosiddetti corridoi occupazionali da parte delle rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero.
Tavolo 2: inclusione ed empowerment, che comprende rappresentanza e ascolto diretto alle istanze dei lavoratori migranti per mappare i percorsi e gli ostacoli (linguistici, economici, di genere) segnalati dalle Parti sociali e raccogliere testimonianza di processi con esiti positivi.
Tavolo 3: integrazione e potenziamento delle reti dei servizi, per fornire strumenti operativi testati e standardizzati agli enti che gestiscono la prima accoglienza e l’orientamento al lavoro presso soggetti del Terzo settore e i desk istituiti preso le sedi dei sindacati e comuni.
Nella sessione pomeridiana si è avuta la sintesi finale del lavoro svolto, con i portavoce dei Tavoli che hanno esposto in plenaria le diverse risultanze, finalizzate a individuare proposte operative e possibili interventi normativi.
Il consigliere del CNEL e presidente dell’Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche di integrazione degli stranieri (ONC), Rosario Maria Valastro, ha richiamato le difficoltà di reperimento che interessano professioni tecniche e sanitarie, edilizia, logistica, turismo e servizi alla persona. Una carenza che, ha osservato, mette “a rischio la capacità complessiva del Paese di sostenere crescita, innovazione e servizi sul territorio”.
Valastro ha ricordato il lavoro svolto dall’ONC attraverso audizioni, rapporti e una proposta legislativa per favorire la partecipazione delle persone straniere alla vita delle comunità locali. L’obiettivo è individuare “senza pregiudizi, ma partendo dai dati, le migliori soluzioni per la nostra nazione e per le persone”. Inclusione e sicurezza, ha sottolineato, “sono due cose che vanno d’accordo”.
I contributi emersi dai Tavoli saranno raccolti in un documento di sintesi e approfonditi a settembre, con l’obiettivo di tradurre il confronto in “progetti concreti” entro la fine dell’anno. Il CNEL, quale “casa dei corpi intermedi”, potrà mettere a disposizione il proprio potere di iniziativa legislativa.
Il seminario ha rappresentato la fase propedeutica di un ciclo di incontri promosso dal CNEL sui flussi migratori e sull’integrazione sociale e lavorativa degli stranieri.
- Cliccare qui per l’intervento introduttivo del presidente del CNEL
Per approfondire:
- Cliccare qui per il programma dettagliato, i temi trattati e gli obiettivi dei tavoli di lavoro
- Cliccare qui per le slides a cura del presidente della Fondazione ISMU Gian Carlo Blangiardo
- Cliccare qui per il Quaderno CNEL “Governare la mobilità. Analisi comparata delle politiche migratorie nei Paesi OCSE”
- Cliccare qui per il Rapporto ONC 2025
- Cliccare qui per il Ddl CNEL "Misure di integrazione sociale e strumenti di partecipazione dei cittadini stranieri"
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