GIORNATA DI STUDIO SU SAN FRANCESCO E L’ECONOMIA CIVILE

24 giugno 2026

Nella sessione conclusiva è intervenuto il ministro Giorgetti

Si è svolta oggi a Villa Lubin la giornata di studio “Francesco e l’economia civile”, organizzata dal CNEL insieme al Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Ad aprire il convegno il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha indicato nei valori dell’economia civile di Antonio Genovesi uno dei pilastri dell’attuale Consiliatura.


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A seguire sono intervenuti il presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, il rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) Francesco Bonini e il poeta e Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

I lavori sono proseguiti con la sessione della mattina: “La rivoluzione di Francesco e il suo tempo”, coordinata da Luigino Bruni (docente di Economia politica presso la LUMSA).


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Il convegno è proseguito con la sessione pomeridiana, dedicata a “Economia civile nelle politiche e nella società contemporanea”, e coordinata da Leonardo Becchetti (docente di Economia politica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata). Tra gli interventi, quello di Francesco Occhetta (docente presso la Pontificia Università Gregoriana e Segretario generale della Fondazione “Fratelli Tutti”).

È seguito il keynote speech di Felice Accrocca, arcivescovo di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Foligno.


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Nella sessione conclusiva è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

 

GIORGETTI: L'ECONOMIA CIVILE È FONTE DI ISPIRAZIONE PER LE  SFIDE DEL PRESENTE

“La tradizione dell'economia civile che ha le sue radici nell'esperienza francescana non rappresenta soltanto una pagina importante della nostra storia, ma costituisce ancora oggi una fonte preziosa di ispirazione per affrontare le sfide del presente. Per molti decenni, il problema principale è stata la scarsità di mezzi, ma oggi sempre più spesso il problema è l'abbondanza di possibilità. Mai come oggi l'umanità ha avuto a disposizione strumenti così potenti: l'intelligenza artificiale, la rivoluzione digitale, le innovazioni scientifiche, le capacità finanziarie, che consentono di realizzare idee e progetti fino a pochi anni fa impensabili. Ma la questione decisiva non è soltanto ciò che si può fare. È comprendere in quale direzione intendiamo utilizzare queste capacità e quale orientamento scegliere per le nostre decisioni, ovviamente nel rispetto dei vincoli entro cui siamo chiamati a operare. E questo vale soprattutto per chi ha responsabilità pubbliche. Dietro ai numeri, che è il pane quotidiano per chi fa il mio mestiere, ci sono persone, famiglie, imprese, comunità”. 


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Sempre a conclusione della giornata, sono intervenuti il presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba, il poeta Davide Rondoni, che presiede il Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, e il presidente del CNEL Renato Brunetta.

 

DELL’ERBA: L’ITALIA HA SAPUTO COSTRUIRE UN MODELLO DI COOPERAZIONE ECONOMICA UNICO

“L’Italia ha saputo costruire nel tempo – ha affermato Augusto Dell’Erba – un modello peculiare di cooperazione economica che chiamiamo a mutualità prevalente, un’esperienza che in molti Paesi europei non esiste. La sua caratteristica fondamentale è che gli utili non vengono distribuiti ai partecipanti al capitale, ma restano a patrimonio per sostenere lo sviluppo della cooperativa e del territorio. Questo modello, applicato dalle Banche di Credito Cooperativo, ha consentito di creare un sistema bancario solido, stabile e fortemente radicato nelle comunità locali. È grazie a questa impostazione che il nostro sistema bancario continua a sostenere famiglie e imprese, anche dove altri operatori si ritirano, contribuendo in modo concreto alla crescita dell’economia reale e alla coesione sociale del Paese. Un sistema bancario che in tanti Comuni è l’unico a non aver chiuso gli sportelli, ma anzi ne ha cambiato la logica: lo sportello bancario diventa un luogo di relazione. Questo è un segmento di economia civile che presta un servizio importante al Paese”.


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