CARCERI E UNIVERSITÀ. OGGI AL CNEL GIORNATA DI STUDIO PER L’ATTUAZIONE DELL’ART.27 DELLA COSTITUZIONE

05 marzo 2026

Brunetta: “Superare la contrapposizione tra sicurezza e rieducazione”

Si è svolta oggi al CNEL la prima “Giornata nazionale della Ricerca Universitaria in favore dell’art. 27 della Costituzione”, per promuovere l’inclusione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma Recidiva Zero e nasce dalla volontà di strutturare uno spazio di confronto sistematico tra studiosi e studiose di diverse discipline che, nei rispettivi ambiti di ricerca, si occupano di carcere, esecuzione penale, inclusione e diritti fondamentali. Fil rouge dell’incontro l’articolo 27 della Costituzione, che assegna alla pena una funzione rieducativa e impone il rispetto della dignità della persona.

 

Brunetta: “Superare la contrapposizione tra sicurezza e rieducazione”

“L’articolo 27 della Costituzione indica una rotta chiara: la pena deve tendere alla rieducazione. Nella realtà, però, lo squilibrio tra sicurezza e rieducazione, unito allo stigma sociale, rappresenta il principale freno al reinserimento. Dobbiamo superare la contrapposizione ideologica tra questi due concetti e investire in percorsi orientati a un’uscita positiva dal carcere, per trasformare la pena in uno strumento di prevenzione. I dati parlano chiaro: la recidiva passa dal 70% a meno del 10% dove si attivano istruzione e lavoro. Ma non basta. Serve un cambio di paradigma per abbattere lo stigma che rende il reinserimento un percorso a ostacoli. Occorre coraggio politico per rivedere norme e consuetudini, valorizzando la premialità e un progetto di vita diverso. La rieducazione è un percorso collettivo che richiede un ‘idem sentire’ tra istituzioni e società. È un investimento che conviene a tutti: una persona recuperata è una garanzia di sicurezza per l’intera comunità”, così il presidente del CNEL Renato Brunetta (cliccare qui per il video-intervento).


Bernini: la pena ha senso se apre a possibilità di rigenerazione

“Mettere al centro il ruolo della ricerca universitaria nell'attuazione dell'articolo 27 della Costituzione significa riaffermare che la pena ha senso se apre a possibilità di rigenerazione”, ha affermato il ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini in un videomessaggio. “La conoscenza – ha continuato – diventa strumento di dignità e progetto di futuro. Per questo è decisiva la collaborazione tra il Ministero dell'Università e della Ricerca, il Ministero della Giustizia e il CNEL. Garantire agli studenti detenuti l'accesso alla didattica e la possibilità di confrontarsi con la comunità accademica riduce la recidiva e accresce la sicurezza collettiva. Con la Conferenza dei Rettori – ha aggiunto il ministro – stiamo lavorando alla sperimentazione di modelli che consentano la partecipazione alle attività formative anche agli studenti non detenuti all’interno delle aule, perché il confronto tra pari rafforza la motivazione allo studio e sostiene emotivamente la difficile fase della detenzione”.

All’incontro, promosso dal Segretariato permanente per l'inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà, istituito presso il CNEL, hanno partecipato docenti universitari provenienti dai principali atenei del Paese.

Nel ciclo iniziale degli interventi (cliccare qui per la notizia), moderato dal segretario generale del CNEL Massimiliano Monnanni, hanno preso la parola tra gli altri Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente CRUL, Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA e vicepresidente della CRUI, Giancarlo Monina, presidente del CNUPP (Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari). Per il CNEL sono intervenuti i vicepresidenti Floriano Botta e Claudio Risso, il consigliere Fiovo Bitti e il consigliere Emilio Minunzio, presidente del Segretariato permanente.


I PANEL

La giornata di studio si è articolata in due sessioni di lavoro. Quella mattutina (cliccare qui per la notizia) con i panel dedicati alla dimensione giuridica, alla marginalità, al reinserimento e al ruolo della ricerca per il sistema penitenziario. Quella pomeridiana (cliccare qui per la notizia) dedicata ai temi degli spazi per l’inclusione, al benessere in carcere, all’analisi dei dati in materia di giustizia e recidiva.


IL PROGETTO RECIDIVA ZERO

La Giornata nazionale si inserisce nel quadro del progetto Recidiva Zero, realizzato dal CNEL in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. Un progetto volto a costruire un ponte tra il sistema penitenziario e la società, coinvolgendo istituzioni, imprese, sindacati, volontariato e il mondo dell’accademia.


UNIVERSITÀ E CARCERE

In quest’ottica, il sistema universitario ha assunto il ruolo di un attore privilegiato del CNEL, che ha avviato già da tempo una collaborazione con la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e con la CNUPP (Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari). L’obiettivo è di sostenere l’incremento del numero di università aderenti al CNUPP e promuovere un’azione di esponenziale sviluppo dell’offerta di istruzione universitaria ai soggetti in esecuzione penale. Nell’ambito del connubio tra università e carcere, il CNEL ha anche siglato, nel novembre scorso, un accordo specifico con la LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), per la realizzazione di un rapporto annuale sui temi che ruotano intorno a Recidiva Zero.

 

LE PRINCIPALI TAPPE DI RECIDIVA ZERO

· 13 giugno 2023: viene sottoscritto un Accordo interistituzionale tra CNEL e il ministero della Giustizia. L’obiettivo dell’intesa è trasformare il lavoro e la formazione nei motori principali del reinserimento sociale dei detenuti;

· 19 marzo 2024: l’Assemblea CNEL approva l’istituzione di un Segretariato permanente dedicato all’inclusione economica e lavorativa delle persone private della libertà;

· 16 aprile 2024: a Villa Lubin si tiene la prima giornata di lavoro Recidiva Zero, un momento di confronto tra tutti i protagonisti del settore, dai garanti regionali alle fondazioni bancarie fino alle realtà del terzo settore;

· 17 giugno 2024: trasmesso a Camera e Senato il Disegno di Legge d’iniziativa CNEL recante “Disposizioni per l’inclusione socio-lavorativa e l’abbattimento della recidiva delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o restrittivi della libertà personale emanate dall’Autorità giudiziaria”. È il primo Disegno di Legge della XI Consiliatura;

· 17 giugno 2025: seconda edizione di Recidiva Zero, presso il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), durante la quale viene siglato un protocollo d’intesa tra il CNEL e le principali Organizzazioni rappresentanti delle categorie produttive, per la loro adesione al Segretariato permanente;

· 1° luglio 2025: sulla scorta dell’appello lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per intervenire con atti immediati sulle condizioni delle carceri, viene convocata una riunione straordinaria del Segretariato permanente per definire un cronoprogramma dettagliato di interventi concreti volti a promuoverei percorsi di istruzione, formazione e inserimento lavorativo delle persone private della libertà personale;

· 23 ottobre 2025: l’Assemblea CNEL approva un nuovo Disegno di legge recante “Disposizioni in materia di lavoro penitenziario”, che si concentra sulla promozione del lavoro intramurario e intende garantire l’accesso pieno dei soggetti sottoposti ad esecuzione penale alla piattaforma SIISL (Servizio di Supporto per la Formazione e il Lavoro) del Ministero del Lavoro.



Cliccare qui per i materiali del progetto 'Recidiva Zero' del CNEL