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CORONAVIRUS, TREU: LA CRISI OBBLIGA A RIPENSARE LAVORO E WELFARE
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CORONAVIRUS, TREU: LA CRISI OBBLIGA A RIPENSARE LAVORO E WELFARE

La crisi globale che ci ha colpiti ha messo in difficoltà molte delle istituzioni fondamentali dell’economia e del lavoro, a cominciare dalla sanità pubblica ma in generale tutto il sistema di welfare e di protezione dei cittadini e dei lavoratori”. 


Lo scrive il presidente del CNEL Tiziano Treu nell’editoriale del nuovo numero del Notiziario sul Mercato del lavoro, che esce con una nuova veste editoriale e grafica e ripropone, come di consueto, riflessioni e approfondimenti sui temi di maggiore attualità tra cui l’indagine sugli indicatori di Benessere equo e sostenibile (BES) per valutare l’occupazione a livello territoriale, le implicazioni della Gig economy sulla quantità e qualità del lavoro in Italia e in Europa, la sicurezza sul lavoro; la conciliazione dei tempi vita-lavoro per ridurre il gap gender e i contratti collettivi, “di cui il 59%, già scaduto da tempo, deve essere rinnovato con tempestività e responsabilità perché in questa fase rappresenta un contributo decisivo a sostenere la domanda interna del nostro Paese che oggi è più che mai necessario”.

 

Il CNEL, sin dalle prime ore dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, a fine febbraio ha attivato un gruppo di lavoro per seguirne gli sviluppi sotto l’aspetto economico. Poi, dal 5 marzo, tutta la struttura ha adottato la modalità del telelavoro in modo da proseguire l’attività e garantire il massimo sostegno a Governo e Parlamento secondo quanto previsto dalle sue prerogative costituzionali. Nella prima settimana di aprile, in base alla roadmap tracciata dall’Ufficio di presidenza, è in programma anche l’Assemblea del CNEL in videoconferenza per consentire ai consiglieri la massima partecipazione per discutere e approvare un primo documento sulla crisi.

 

“La crisi attuale è profondamente diversa dalle precedenti, perché colpisce direttamente la vita delle persone ed è espressione di una comune fragilità dei nostri sistemi economico e sociali. Questa fragilità non è casuale e rende drammaticamente evidente la interdipendenza fra tutti i nostri Paesi e fra i destini dei nostri popoli, per questo dovrebbe rendere tutti consapevoli, anzitutto all’Europa e ai suoi Stati membri, che la sfida attuale non si può vincere procedendo in ordine sparso come è stato finora, ma che per rispondere alle sfide attuali occorre cambiare passo - aggiunge Treu - In primo luogo, questo nuovo scenario, dovrebbe convincerci ad abbandonare l’approccio intergovernativo che ha caratterizzato finora l’azione dell’Unione Europea e indurci a ricercare soluzioni comuni, certo con il necessario gradualismo ma anche con la consapevolezza che a eventi eccezionali occorrono risposte eccezionali”.

 

“Noi tutti siamo chiamati a reagire con risposte eccezionali, come sono eccezionali questi avvenimenti. L’impatto di questa crisi è ancora del tutto incerto negli esiti e nelle implicazioni. Il CNEL deve essere in prima linea per dare il proprio contributo di riflessione e di proposta non solo per superare l’attuale contingenza, ma anche e soprattutto per ricercare le vie di un nuovo ciclo di sviluppo che siamo chiamati a promuovere”, conclude Treu.

 

 

Scarica e leggi il nuovo numero del Notiziario 

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