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DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA NELLA UE, IL RUOLO DEI COMITATI ECONOMICI E SOCIALI
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DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA NELLA UE, IL RUOLO DEI COMITATI ECONOMICI E SOCIALI

“I comitati economici e sociali nazionali, gli organismi come il nostro CNEL, avranno sempre più un ruolo strategico nello sviluppo delle politiche della UE e dell’Unione stessa. Il coinvolgimento della società civile organizzata nei processi decisionali è fondamentale per la democrazia partecipativa. Per questo il CNEL ha istituito già nel 2021 il Comitato per l’esame degli atti dell’Unione europea nella fase ascendente, in attuazione dell’articolo 28 della legge 234/2012 che regola i rapporti del nostro Paese con l’UE e punta a rafforzare la partecipazione dell’Italia al processo normativo europeo e migliorare la capacità di rispettare le norme dell’Unione adottate nel nostro Paese”.

 

È ciò che ha sostenuto il Consigliere CNEL Gian Paolo Gualaccini Coordinatore della Commissione Politiche UE e Cooperazione internazionale, in un’intervista rilasciata al CASE (Center for Social and Economic Research) di Varsavia per lo studio “Making the EESC the facilitator and guarantor of participatory democracy activities including structured dialogue with civil society organisations, and citizens’ panels” commissionato dal CESE, il Comitato Economico e Sociale della UE, finalizzato a verificare come e con quali strumenti i CES nazionali aumentano la partecipazione dei cittadini, e rafforzano le forme di  democrazia partecipativa.

 

Questa ricerca nasce dal lavoro della Conferenza sul futuro dell'Europa (CoFoE), conclusasi il 9 maggio 2022 da cui, tra gli altri, è emerso l’obiettivo di aumentare la partecipazione dei cittadini e rafforzare le strutture per la democrazia partecipativa e le azioni deliberative.

“L’obiettivo è fare del CESE il facilitatore e il garante delle attività di democrazia partecipativa, compreso il dialogo strutturato con le organizzazioni della società civile e i gruppi di cittadini di ogni singolo Paese”, continua Gualaccini che aggiunge “L'idea di società civile, anche se riconosciuta come principio fondamentale e guida di un determinato ordinamento giuridico, ha infatti poca importanza senza l'istituzione di specifiche istituzioni che la trasformino in realtà giuridica. Questa visione è stata seguita anche dalla legislazione dell'Unione europea (UE), individuando la cittadinanza dell'Unione europea e il suo elemento costitutivo, come il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri oi diritti elettorali. Anche la creazione e il funzionamento di organi dell'UE come il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato delle regioni (CdR) è un'espressione dell'idea di società civile europea”.

Durante l’intervista Gualaccini ha sottolineato come il CNEL sia riconosciuto come ‘casa’ delle ‘formazioni sociali’, richiamando – in primo luogo - l’art. 2 della Costituzione, il quale ci rammenta che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” ma soprattutto l’art. 99 che prevede l’istituzione del CNEL quale organo di rilievo costituzionale con funzioni consultive rispetto al Governo e alle Camere.

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