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RECIDIVA ZERO

RECIDIVA ZERO

Studio, formazione e lavoro in carcere: dalle esperienze progettuali alle azioni di sistema in carcere e fuori dal carcere

12 aprile 2024

PREMESSA 


La riabilitazione delle persone detenute è un obiettivo di policy estremamente complesso, concorrendo ad esso molteplici fattori (di contesto, legati alla persona, relativi all’esperienza detentiva). Nella progettazione e implementazione di programmi e politiche pubbliche in favore della rieducazione e reinserimento delle persone detenute è quindi necessario tenere in considerazione almeno tre elementi di complessità che ne influenzano l’efficacia: 

-  la molteplicità di problematiche da affrontare, che richiede un impegno sistemico sulle necessità post rilascio delle persone detenute; 

- problemi sociali in continua evoluzione e la necessità di sviluppare un impegno nel lungo periodo per portare a un reinserimento stabile. 

-  la complessa gestione della collaborazione tra amministrazione penitenziaria e soggetti esterni. 

 

IL VALORE DELLA FORMAZIONE E DEL LAVORO IN CARCERE 


La ricerca empirica ha ampiamente dimostrato una relazione tra lo status lavorativo di un individuo e le sue possibilità di commettere un crimine. È stato verificato che l'instabilità del lavoro e l’elevata disoccupazione sono legati a tassi di arresto più elevati. A livello individuale, la disoccupazione non è solo un fattore di rischio per l'attività criminale, ma anche un fattore che influisce sull'identità individuale e sull'autostima. Inoltre, il tasso di criminalità è correlato negativamente al livello salariale e i guadagni ottenuti illegalmente tendono a diminuire con l'aumento del denaro guadagnato con mezzi legali. È stato anche osservato che la criminalità è spesso legata a condizioni sociali svantaggiate, in particolare la disoccupazione, e che i detenuti che erano disoccupati prima del carcere sono più disposti a partecipare a un programma di formazione, a trovare un lavoro dopo il carcere e a ridurre la recidiva. È inoltre evidente l'importanza delle iniziative di formazione e di occupazione durante la parte finale dell'esecuzione della pena, al fine di preparare e guidare efficacemente i detenuti verso un percorso di reinserimento. 

 

IL RUOLO DEL CNEL 


Nell’ambito dell’attuazione del Programma della XI Consiliatura e in esecuzione dell’accordo interistituzionale sottoscritto il 13 giugno 2023 dal Ministero della Giustizia e dal CNEL, alla luce delle attività di analisi e studio svolte e delle relative evidenze acquisite, l’Assemblea del CNEL nella seduta del 19 marzo u.s. ha approvato con voto unanime un documento di osservazioni e proposte che prevede l’istituzione di un “Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, avente la finalità di promuovere e favorire la cooperazione interistituzionale e settorializzata per facilitare il funzionamento del sistema di governance istituzionale e la necessaria, costante e reciproca interazione con le forze sociali, economiche e del lavoro per incrementare l’occupabilità dei detenuti e ridurre drasticamente la recidiva. 

Tale iniziativa si connette in maniera sistemica con gli ulteriori accordi che il CNEL ha siglato recentemente con:

Attraverso l’attivazione del “Segretariato” presso il CNEL si intende innanzitutto rendere sinergiche e convergenti risorse ed expertise provenienti dalle diverse Amministrazioni, dalle organizzazioni datoriali e sindacali rappresentate nel CNEL, dal mondo dell’impresa e dal terzo settore per offrire un hub e uno snodo di raccordo funzionale per l’attivazione e la facilitazione dei contatti tra Amministrazione penitenziaria e soggetti pubblici, privati e del terzo settore in relazione ad interventi, progettualità e iniziative rivolte alla formazione, anche professionale, e all’inserimento lavorativo dei detenuti e degli ex detenuti. 

 

LA GIORNATA DI LAVORO  


Per dare coerente seguito all’attività istruttoria e di analisi svolta dalla Segreteria Tecnica del CNEL d’intesa con gli Uffici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il 16 aprile 2024, dalle 9.30 alle 19.30è stata programmata presso il CNEL una giornata di lavoro rivolta a tutti gli stakeholder pubblici e privati già impegnati nel settore, individuati in esito ad una preliminare ricognizione che ha riguardato sia le organizzazioni rappresentate nel CNEL, che le diverse realtà economiche, sociali, imprenditoriali e del terzo settore censite attraverso il supporto del DAP, della rete dei garanti regionali e territoriali e delle fondazioni bancarie.  

L’iniziativa intende assumere una connotazione operativa, in quanto, partendo dall’illustrazione degli esiti dell’attività di analisi e osservazione già svolta in questa prima fase, intende affrontare le tematiche relative alla formazione e al lavoro in carcere definendo proposte ed approntando soluzioni rispetto alle diverse implicazioni, ostacoli e criticità rilevate ai vari livelli. 

L’obiettivo prioritario è valorizzare esperienze, competenze e modelli di intervento esistenti, immettendoli in un processo di governance multilivello partendo dal lavoro già posto in essere dalla Conferenza Unificata Stato Regioni attraverso la recente adozione del “sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale" e la costituzione con il supporto operativo della Cassa delle Ammende di cabine di regia regionali incaricate dell’adozione di appositi piani di azione.  

È dunque in questo quadro che si innesta l’idea dell’istituzione di un “Segretariato Permanente” presso il CNEL, chiamato a svolgere un ruolo di impulso e di raccordo operativo tra la rete istituzionale dei soggetti pubblici centrali e locali, cui sono attribuite ai vari livelli competenze e funzioni in materia, e le parti sociali e il terzo settore. 

Tale iniziativa intende far sintesi e contribuire a creare un modello di governance istituzionale che valorizzi il tessuto dei corpi intermedi che a vario titolo, a livello imprenditoriale, sindacale, di volontariato, di cooperazione e impresa sociale, attivi per il perseguimento degli obiettivi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone private della libertà personale e il conseguente abbattimento della recidiva. 

Il CNEL, dunque, quale hub in grado di interconnettere, inquadrandole in un contesto organizzativo efficiente e capillare rivolto all’intera popolazione carceraria nazionale, le risorse e le energie vive della società, delle sue forze economiche, sociali e del lavoro, con il “sistema” carcere, attuando i principi di prossimità, congruenza ed equilibro territoriale ed in un quadro di “regole di ingaggio” atto ridurre limiti temporali e territoriali, sovrapposizioni, dispersione di risorse e eccesso di burocrazia e avviare processi di valutazione di impatto omogenei rispetto ai fabbisogni, agli esiti ed all’efficacia degli interventi. 

Un tale processo di interazione e condivisione, nel rispetto delle specifiche competenze attribuite a livello nazionale e locale, attraverso il Segretariato assicurerà anche il necessario coordinamento strutturale e sinergico delle buone prassi già in atto, cercando di incrociarle e farle incontrare con reti territoriali, risorse logistiche e finanziarie, anche mediante ogni opportuno coinvolgimento del sistema imprenditoriale e delle iniziative di donorship

Il CNEL intende cooperare con le istituzioni preposte sul tema del lavoro e della formazione in carcere, nella sua qualità – come affermato dal Presidente Renato Brunetta - di “luogo dove interessi e responsabilità, diritti e doveri, privato e pubblico, dialogano e fanno sintesi con la voce delle rappresentanze datoriali, sindacali e del volontariato, ma anche delle eccellenze culturali e scientifiche del Paese”. 

Al termine dei lavori della giornata verrà formalizzata la costituzione del Segretariato, cui potranno aderire le organizzazioni pubbliche e private che intendono concorrere agli obiettivi prefissati dal documento di lavoro illustrato nel corso della giornata. 


LE SESSIONI TEMATICHE


Le sessioni tematiche si articoleranno in 6 gruppi di lavoro, composti da un massimo di 25 persone individuate tra le istituzioni e le pubbliche amministrazioni competenti, operatori del settore, rappresentanti di tutte le realtà pubbliche e private che già operano nel carcere etc. La richiesta di adesione ai gruppi di lavoro avviene attraverso l’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale del CNEL.

L’assegnazione ai gruppi di lavoro avverrà a cura dello staff di coordinamento tenendo conto dei vincoli numerici indicati e della necessità di assicurare un equilibrato apporto da parte dei componenti in termini di multidisciplinarietà (sia a livello di contenuti che di figure professionali) di territori e di tipologia degli stakeholder interni ed esterni.

 

Ogni sessione di lavoro vedrà la partecipazione di uno o più Consiglieri del CNEL e rappresentanti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e sarà coadiuvata da uno staff composto da un Coordinatore, un Segretario e uno o più facilitatori.

I lavori delle sessioni tematiche saranno introdotti e contestualizzati da documenti preliminari redatti dal Coordinatore coadiuvato dallo staff CNEL-DAP, che conterranno dati, informazioni e spunti e rappresenteranno la traccia per l’elaborazione dei report presentati nella sessione plenaria conclusiva della Giornata.

Trasversale ai gruppi di lavoro è infine il ruolo determinante che risorse umane, logistica e dotazione infrastrutturale e tecnologica del sistema carcerario rivestono ai fini del perseguimento degli obiettivi in materia di formazione, studio e lavoro.

Le singole sessioni tematiche sono finalizzate a fornire spunti e indicazioni operative per il lavoro del costituendo Segretariato, nonché elementi e proposte per successive iniziative che il CNEL riterrà di assumere nell’ambito delle competenze di cui all’art. 10 della legge 936/1986 e dell’accordo interistituzionale sottoscritto con il Ministero della Giustizia attraverso l’adozione di osservazioni e proposte e/o l’eventuale elaborazione ed approvazione da parte dell’Assemblea di un eventuale testo di iniziativa legislativa.

Appare quindi utile che i gruppi di coordinamento dei singoli gruppi di lavoro condividano la metodologia di conduzione dei lavori, perseguendo il comune obiettivo specifico di inquadrare il contesto di riferimento, fare sintesi delle esperienze presentate, sottolineandone i punti di forza e di debolezza, per condividere un primo percorso di lavoro del Segretariato rendendolo operativo da subito.


Di seguito si riepiloga l’articolazione tipo dei gruppi e la relativa metodologia di lavoro:


-  Introduzione ai lavori (trenta minuti). Subito dopo una telegrafica presentazione di tutti i componenti del Gruppo, si procederà alla presentazione di un testo introduttivo alla sessione tematica a cura del coordinatore. Si suggerisce che tale documento (3-4 cartelle max.) sia composto da una breve presentazione del contesto di riferimento tematico e da una sintesi dei principali punti critici e punti di forza che emergono dalle analisi sin qui condotte dalle comunità scientifiche e dalle esperienze degli operatori.

- Presentazione delle buone pratiche (quindici minuti). Presentazione di 3 esperienze progettuali/contesti/ambiti di intervento, considerate buone pratiche in base ai risultati e ai target raggiunti, all’innovatività e alla replicabilità su larga scala (potenziale azione di sistema).

-  Dibattito (novanta minuti) regolato dallo staff di coordinamento. Gli interventi non dovranno superare i 3 minuti per dare a tutti la possibilità di offrire un contributo ai lavori.

-  Report finale (trenta minuti). Condivisione interna dei risultati raggiunti ed integrazione del testo introduttivo ai fini del report finale nella sessione conclusiva della giornata.

 

Di seguito l’elencazione dei sei gruppi di lavoro tematici:


1. STUDIO – L’istruzione e la cultura come strumenti di prevenzione e riscatto: dall’alfabetizzazione ai percorsi di studio della scuola primaria e secondaria fino a all’università per migliorare il trattamento dei detenuti e il loro inserimento sociale.

2. FORMAZIONE – La formazione professionale nei penitenziari quale reale opportunità per il reinserimento: una formazione esperienziale e sostenibile, orientata allo sviluppo e al potenziamento delle competenze di base e trasversali per costruire un profilo spendibile nel mercato del lavoro.

3. LAVORO – Servizi per il lavoro a 360 gradi: creare efficaci canali di incontro tra domanda e offerta di lavoro, analizzare i fabbisogni sul territorio, agevolare il lavoro intra moenia ed extra moenia per supportare l’occupabilità dei detenuti e il loro benessere psico-sociale.

4. IMPRESA – Economia sociale e modelli innovativi per fare impresa nei penitenziari: dalle filiere produttive di beni o servizi per favorire l’imprenditorialità dei detenuti alla vendita sul mercato dei prodotti carcerari; dalle agevolazioni fiscali per le imprese all’accesso al credito per i detenuti.

5. GOVERNANCE – Il sistema penitenziario e il lavoro di rete: il ruolo fondamentale di una governance efficace che attraverso la cooperazione ed il coordinamento consenta il raggiungimento dei rispettivi fini istituzionali attraverso la programmazione e la realizzazione di attività di collaborazione e integrazione.

6. QUADRO NORMATIVO – L’evoluzione della legislazione penitenziaria: analisi e valutazione dello stato dell’arte e proposte di riforma del quadro normativo e giuridico per favorire, semplificare e promuovere il processo di reinserimento lavorativo e sociale dei ristretti.